“Sì, c’è odore di regime quando si inizia a parlare a nome di tutti gli italiani. Guardi Salvini, quando qualcuno a uno dei suoi trentamila comizi dissente, lui lo addita dandogli del compagno (anche se potrebbe essere un liberale), intimandogli di portare tot migranti a casa sua: facevo anch’io così ai concerti con i contestatori e se il giochino mi riusciva, il resto del pubblico li metteva a tacere. Sì, è furbo Salvini…”. A dirlo è Francesco Guccini che, in un’intervista al Corriere della Sera è tornato a commentare l’attualità politica italiana. Solo qualche settimana fa infatti, aveva evocato  il disfacimento della Germania democratica prima dell’avvento del nazismo, paragonando poi il Movimento 5 Stelle ai Testimoni di Geova, cosa che ora ribadisce: “Hanno verità assolute, come quegli altri che non credono nell’evoluzionismo. Io ho sempre praticato il beneficio del dubbio, loro mi pare di no. Oltre a essere dei faciloni su tutto, con queste frasi apodittiche tipo ‘abbiamo abolito la povertà’, come se, chessò, si potessero eliminare i borseggiatori”.

In passato, il vicepremier Salvini aveva detto di apprezzare le canzoni di Guccini: “Ah sì? Piacevo anche alla Meloni se è per questo, mi invitò a una festa dell’allora Msi e declinai – ha detto il cantautore -. Siccome sembro un anarchico rivoluzionario pensano di potermi ascrivere alle loro idee rivoluzionarie. Sempre che ne abbiano, si sbagliano. E comunque piacevo anche ai cattolici, io che non credo”.

Mettendo da parte la politica, Guccini ha parlato poi del Festival di Sanremo appena conclusosi dove, tra l’altro, Claudio Baglioni e Luciano Ligabue hanno duettato sulle note proprio di una sua canzone, “Dio è morto“: “Se il Liga ha provato a impegnarsi, Baglioni proprio no – ha commentato piccato -. Ha pure sbagliato a prendere la nota alta, si vedeva che non ne aveva voglia, anzi non gliene fregava proprio niente“. A Guccini poi, ancora non va giù la bocciatura che il Claudio nazionale avrebbe comminato a un brano da lui proposto per il Festival dell’anno scorso, da far eseguire a Enzo Iacchetti “I migranti” (circostanza peraltro negata dallo stesso Baglioni): “La canzone è stata proprio bocciata” ribadisce il cantautore. Ma l’ultimo Sanremo l’ha visto? “Poco, non mi piacciono quei pezzi con strutture tutti uguali, una strofa e subito il ritornello a salire”.

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