Primo posto Il Volo con Musica che resta. Secondo posto Loredana Bertè con Cosa ti aspetti da me. Terzo posto ex aequo Arisa con Mi sento bene e Simone Cristicchi con Abbi cura di me. Prossima conduttrice sarà la Isaordi: se ha retto la prova del cuoco, figuriamoci quella del fuoco! Virginia Raffaele avrà il suo one woman show a Broadway. L’ha invitata personalmente Donald Trump, ma lei ha dovuto firmare un confidenziale agreement: non dovrà mai imitare né lui, né la first lady Melania. Ma la notizia più clamorosa è che i commentatori del mio blog (quelli che chiamano haters – ma perché non odiatori? -, ogni loro intervento fa schizzare il blog in pole position) sono stati già contattati dagli autori di Sanremo, come si è visto un po’ a corto di idee, per garantirsi l’esclusiva. È gente colta i commentatori, le loro battute sì che fanno ridere, altro che la vecchia fattoria ia-ia-o.

Avrei messo sul podio anche Achille Lauro, nome evocativo per me che sono napoletana, anche se lui è di Roma. Ma dopo la tapirata di Striscia la Notizia, dove hanno accusato la canzone di essere un inno alla droga, oops, mi è caduto dal piedistallo. Il titolo Rolls Royce, oltre alla macchina di lusso, è anche il nome di una pasticca color rosa di ecstasy e Striscia la mostra in televisione. Finalmente una bella polemica al penultimo giorno. Tafferugli e svanfanculamenti sono il sale dell’evento. Ci voleva proprio.

E io sto con Striscia. E dico no alle canzoni che per vendere di più, per fare immagine, esaltano il consumo di droga. Visto che qualche problemuccio di droga mio figlio lo ho avuto.

Ieri sera per la visione collettiva ero con Ilaria Barbierato, ambiente familiare e accogliente, marito e due figli adolescenti. Sono il modello Mulino Bianco, lo zoccolo duro degli estimatori festivalieri. “Spezzo una lancia a favore del Festival, io lo adoro da sempre – dice Ilaria- Mi ha sempre divertito dare i voti alle canzoni. Da bambina facevo le classifiche con la mia famiglia, da adolescente con i compagni di classe ed ora con i miei figli. Devo dire che ho coinvolto soprattutto mio figlio di 11 anni Alessandro che è un entusiasta come me e si diverte a dare i voti per poi esaltarsi se indovina i primi tre classificati”.

Leonardo, il figlio grande di 14 anni, serioso come il padre, fa finta di non interessarsi alle canzoni, ma ogni tanto entra e dà una sbirciatina. Ilaria, di professione avvocato, è stata anche giurata del Festivalone. “Non lo dire a nessuno ma tanti anni fa (meglio non dire quanti) ho anche fatto parte della giuria popolare nella sede Rai di Corso Sempione. Ti dico solo che come gadget avevo ricevuto un walkman. Oggetto ormai sconosciuto alle nuove generazioni. Fai due conti!”. A lei Baglioni piace da matti e si mette a canticchiare “Quella sua maglietta fina…”. La interrompo, adesso la signorina è una signora con la panciera e scippo la battuta al duo comico Pio e Amedeo.

Basta overdose di canzonette, con la pancia piena si sale al Roof di Casa Sanremo per un grande debutto. Anfitrione gourmet e ideatore di smart foodMarco Bottigliero fa gli onori di casa. Ecco Authentico, la start up inventata da Pino Coletti. Il primo menù tracciato dalla App da scaricare sul telefonino che consente di scoprire la provenienza delle materie prime utilizzate per preparare i piatti. Oltre al classico menù ci sarà anche un codice a barre grazie al quale si accede a una piattaforma digitale per scoprire i piatti del territorio e la provenienza degli ingredienti utilizzati dagli chef. Ottimo per segnalare i fake e cibi taroccati. Suggerisco per l’anno prossimo al geniaccio di Coletti un’applicazione capace di smascherare i plagi musicali.

P.s. 1) Per le prossime edizioni propongo di abolire i ringraziamenti. La parola più abusata. Tanto tutti ringraziano tutti.
P.s. 2) Se Baglioni è stato un sovversivo (bravo, ma rivoluzionario proprio no), io sono Lady Gaga.
P.s. 3) Chi mi ha detto della Isoardi? Corre voce… Pò-po-popò… soglia di chiusura del festival.

Instagram januaria_piromallo

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sanremo 2019, la scaletta della serata finale del Festival: tutti i cantanti in ordine di apparizione e gli ospiti

prev
Articolo Successivo

Sanremo 2019, dopo Ubaldo Pantani per chi batte il cuore di Virginia Raffaele?

next