Eccoci qua, come ogni anno, a indicare il migliore e il peggior momento musicale del Festival di Sanremo. Dopo tante, troppe polemiche – alcune, come sempre, oltremodo stucchevoli -, finalmente sono arrivate le canzoni. Dico subito che il livello in generale non mi sembra entusiasmante. Vediamo un po’.

Il momento migliore: Cristicchi

Se la gioca con Silvestri e Rancore, ma scelgo Cristicchi. Simone ha scritto canzoni migliori, ma questa è intensa come poche. Ci sono versi che da soli valgono intere discografie di alcuni concorrenti in gara e c’è una differenza fondamentale con quasi tutto il resto: Abbi cura di me è stata scritta per cantare, non per far cantare. Oramai Cristicchi padroneggia il palco in modo impeccabile: sa come si sta emozionando il pubblico, mette e toglie ciò che serve e come serve. Quel brano lo sa cantare quasi solo lui. Molti altri, sul ritornello o nelle strofe, cadrebbero rovinosamente. Lui no, lui spicca il volo quando ti sembra claudicante. Mostruoso.

Il momento peggiore: Einar

Mi spiace ma io certe cose non le capisco. A che serve la canzone di Einar? Poniamocele queste domande. Non è il solo: come detto, il livello medio dei brani non brilla per genialità artistica. Ma la domanda è: a che serve una canzone così? Magari nelle prossime serate mi verrà in mente una risposta meno triviale di quella che, comunque, non scriverò qui, ora.

©AndreaRaffin / KikaPress

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