Sado-chic” è un termine coniato dalla designer di gioielli erotici Betony Vernon.

In passato, fu il grande fotografo Helmut Newton a parlare per primo di immagini “porno-chic”.

Nel 2020 il trend della lingerie sarà “Fetish-chic” o lo strapping. Ovvero quell’incrocio di elastici che esaltano le curve e ricordano molto il Bdsm. Purché non faccia l’effetto cotechino. I dati forniti da Kantar Worldpanel in occasione del Salone internazionale della lingerie di Parigi appena terminato, sono molto interessanti: Chi spende di più – mediamente 70€ – sono le over 45 (59,7%). Segue la fascia di età che va dai 25 ai 34 anni (13,9%), un leggero calo dai 35 ai 44 (13,5%) dovuto sicuramente alla noia matrimoniale e poi le ragazze dai 15 ai 24 anni (12,9%). Gli acquisti sono in maggior parte effettuati nei centri commerciali ma anche su internet con un aumento del 12,5% nel periodo da gennaio a ottobre 2018.

Lo slogan del Salone era “Fall in love with yourself” e ho molto apprezzato. E non fate battute sul Fall.

Celebrare il corpo, volersi bene, sentirsi a proprio agio, accettarsi. Anche le indossatrici quest’anno erano piene di cellulite. Filiformi ma con il gluteo cascante, alcune palestrate e una bella in carne. Insomma il messaggio era chiaro: chi se ne frega delle imperfezioni. E basta filtri e filtroni su Instagram, aggiungo io. Sembrate delle Real Doll in silicone.

A proposito di Instagram e di sondaggi che amo fare (uuh sono così divertenti e interessanti), ai miei follower piace nuda. Cioè la maggior parte dei miei seguaci sono maschi e non apprezzano lingerie quando si fa sesso. Prima immaginano: gonna senza mutandine ma con reggicalze, sottoveste, autoreggente con cucitura dal tallone in su. Però quando sei lì a fare “fichi-fichi”, la femmina deve essere senza fronzoli. A detta loro, un bel reggiseno con incroci, uno string open o una culotte aperta a cuore sui glutei, fa parte di un mondo immaginifico di noi donne per intrigare. Poi via tutto e amen.

Ma veniamo al lato pratico e alle novità. I colori saranno il blu navy, il burgundy (rosso scuro), il nude, il rosso acceso. I trend saranno i seguenti:

1. Stratificare: indossare un corsetto pastello su una camicia, per esempio, oppure – come feci per un San Silvestro – mettere una guepière su un pantalone maschile.

2. Ispirarsi alla danza: bianco, nero e toni della pelle per materiali leggeri che ricordano le ballerine di classica. Tutto ovviamente molto confortevole e avvolgente.

3. Natura: a me fiori e fiorellini non sono mai piaciuti, ma sicuramente alle 20enni di oggi, sì. In auge anche il verde non intesa solo come nuance. Persino riciclando la plastica si può fare una mutanda. Bravi! A tal proposito segnalo un incremento della domanda del cotone e visto che il 60% delle fibre usate oggi derivano dal petrolio, si stanno cercando soluzioni alternative. Fondi di caffè, tea fermentato, cocco, ananas. Insomma tutto pur di rispettare l’ambiente.

4. Pizzo: lo riconosci al tatto quello di qualità (pollice inverso per quel che resta di Agent Provocateur). Body con fiori stilizzati, motivi grafici sui reggiseni a triangolo e un po’ di minimalismo. Ci piace. Molto. Soprattutto nero.

Ho visto meno calze, più perizomi e anche una linea di lingerie erotica per l’uomo. Ma magari ve ne parlo un’altra volta.

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