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M5s, deroga per i portavoce uscenti: “Potranno ricandidarsi anche se in passato hanno corso contro Movimento”

E' questa la nuova interpretazione del comitato di garanzia dello statuto approvato a fine 2017. L'organo composto da Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri ha così salvato coloro che sono stati eletti quando ancora non era stata introdotta la regola: "Ma per gli altri il divieto rimane valido"
M5s, deroga per i portavoce uscenti: “Potranno ricandidarsi anche se in passato hanno corso contro Movimento”
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Il comitato di garanzia del M5s ha autorizzato una deroga alla norma dello statuto, approvata a fine dicembre 2017, che vieta le candidature alle elezioni di chi ha in precedenza corso ad elezioni con partiti concorrenti al Movimento. La deroga varrà tuttavia “esclusivamente per i portavoce uscenti ed eletti con il Movimento 5 stelle, in virtù del ruolo di portavoce che rivestono o hanno rivestito”.

Secondo l’organismo previsto dallo Statuto del M5s, in presenza di portavoce uscenti, e solo in quel caso, la loro candidatura sarà “ammissibile anche se in precedenza abbiano partecipato ad elezioni in liste civiche contro il Movimento 5 Stelle“. Secondo lo Statuto del Movimento il Comitato dei garanti ha infatti, tra le altre cose, il compito di esprimere il parere sulle candidature a cariche elettive. Secondo il deputato regionale siciliano Giancarlo Cancelleri, uno dei garanti insieme ai parlamentari Vito Crimi e Roberta Lombardi, è stata presa per sanare i casi di alcuni esponenti M5s, come ad esempio alcuni consiglieri uscenti del Movimento, eletti quando ancora non era stata introdotta la regola del divieto di candidatura di chi aveva corso ad elezioni con partiti che si presentavano contro il M5s. Portavoce M5s che si troverebbero ora ad essere impossibilitati a ripresentarsi per un secondo mandato a causa di una regola intervenuta dopo la loro prima elezione.

Lombardi, interpellata dall’agenzia Adnkronos, ha specificato che “il divieto resta assolutamente valido: non devi aver corso contro i 5 Stelle per poterti candidare col Movimento”. In questo caso specifico, “non si tratta di una deroga ma di un’interpretazione del Comitato di garanzia, perché ci sono dei portavoce comunali uscenti che sono stati candidati per il M5s quando non c’era ancora la regola di non aver corso mai contro. Quindi sono portavoce uscenti del Movimento candidati quando la regola non esisteva”. Quinidi, “resta in piedi il criterio di non avere tessere di partito in tasca”, ha puntualizzato ancora Lombardi, ricordando tra le altre regole auree dei 5 Stelle il criterio, per potersi candidare, “di non aver avuto condanne di tipo penale anche in primo grado e di non aver fatto più di due mandati” per poter tornare a correre alle elezioni.

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