Un tunisino, detenuto nel carcere di Spoleto, è stato fermato il 12 gennaio dalla polizia penitenziaria con in tasca un coltello rudimentale mentre stava per entrare nella cappella dell’istituto penitenziario per seguire la messa celebrata dal vescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo. La notizia è stata confermata dai vertici del Dap: “Ho espresso al comandante dell’istituto spoletino e ai suoi uomini la mia profonda gratitudine per aver probabilmente sventato, con grande prontezza, un evento gravissimo e dalle possibili implicazioni terroristiche”, ha detto il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini. Secondo quanto risulta all’Ansa, lo straniero è in carcere per reati comuni e non è noto come radicalizzato né al momento non risultano fascicoli aperti sull’episodio da parte della procura di Spoleto.

Il detenuto è stato prontamente neutralizzato dall’intervento degli uomini agli ordini del comandante dell’istituto Marco Piersigilli, insospettiti dalla richiesta di poter partecipare all’incontro con monsignor Boccardo. Colto di sorpresa dai controlli accurati effettuati all’ingresso della cappella, ha inizialmente tentato di evitarli – ricostruisce il Dap – ma è stato subito bloccato dagli agenti che gli hanno rinvenuto addosso il coltello rudimentale, costituito dal manico di un rasoio e da una lametta “appositamente incastonata” nella sua testa. “Per lui sarà disposto al più presto il trasferimento ad altro istituto, come previsto dalla circolare che ho emanato appositamente per i detenuti pericolosi e aggressivi”, ha aggiunto Basentini.

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