Banca Carige ha chiesto al Tesoro la garanzia pubblica prevista dal decreto varato l’8 gennaio “per due emissioni obbligazionarie per un importo complessivo di due miliardi di euro con durata rispettivamente di 12 e 18 mesi”. Lo ha comunicato la banca, che “si riserva la facoltà di richiedere l’attivazione della ulteriore garanzia di 1 miliardo di euro, nell’ambito del massimale previsto dal decreto”. La notizia è arrivata dopo che la Commissione Ue ha dato il via libera al piano del governo per salvaguardare l’istituto, piano che comprende anche, come extrema ratio, la ricapitalizzazione precauzionale con soldi pubblici.

L’Antitrust dell’Ue ha spiegato in una nota che le misure varate appaiono “mirate, proporzionate e limitate nel tempo e nella portata e quindi in linea con le norme Ue sugli aiuti di Stato“. Ieri il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, aveva sostenuto in un’audizione in Parlamento che l’eventuale ricapitalizzazione precauzionale di Carige “sarebbe solo una misura temporanea e quindi sarebbe improprio parlare di nazionalizzazione”. In più aveva spiegato che “la garanzia statale sulle passività deve servire semplicemente ad assicurare ai commissari europei un sostegno per le iniziative già annunciate”. L’agenzia Fitch che nella serata di giovedì ha tagliato il rating a lungo termine della banca a ‘CCC’ da ‘CCC+’, otto livelli sotto il rating spazzatura, vicino al default. Gli analisti di Fitch hanno tagliato anche il giudizio sulle emissioni senior non garantite a ‘CC’ da ‘CCC+’, mettendo in luce che l’istituto genovese rischierebbe di non essere solvibile in assenza di un contesto finanziario favorevole.

Gli amministratori straordinari Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener hanno commento il downgrade dicendo che “evidenzia la mancata comprensione dei recenti avvenimenti che hanno interessato Carige”. Il commissariamento deciso dalle autorità di vigilanza, si sottolinea dall’istituto, “ha natura temporanea e si è reso possibile in funzione del fatto che Banca Carige rispetta tutti i coefficienti patrimoniali vincolanti richiesti, e riguarda quindi una banca in condizioni di solvibilità”. Anche le misure tecniche previste dal decreto legge del governo “vengono concesse poiché la banca, sulla base di un’attestazione rilasciata dalla competente autorità di vigilanza, risulta solvibile attualmente e in via prospettica per l’anno in corso”.

E la stessa Fitch, si sottolinea da Carige, “conferma che la banca grazie all’emissione del bond subordinato effettuata nell’ultimo trimestre del 2018 risulta rispettare i requisiti patrimoniali regolamentari”. L’istituto “si riserva ogni valutazione sulla rilevanza di eventuali comportamenti tenuti dall’agenzia che non siano coincidenti con la miglior diligenza professionale e che possano portare nocumento alla banca, ai clienti e agli investitori” e “la facoltà di sottoporre all’attenzione delle autorità di vigilanza tali, irrituali, comportamenti”.