È guerra aperta a Mediaset tra Striscia la Notizia e il Tgcom24 di Paolo Liguori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state delle mosche. Sì perché a quanto pare, sentendo il calore, i fastidiosi insetti approfittano degli spiragli di porta aperta per infilarsi in massa all’interno degli studi di Tgcom24 e infastidire i conduttori, che tentano di cacciarli in ogni modo nei fuorionda. La scena non è sfuggita a quelli di Striscia che, come sottolinea Liguori nella sua rubrica Fatti e Misfatti, gli hanno dedicato due servizi, con le immagini di una conduttrice che cerca di scacciare in tutti i modi le mosche e commenti fortemente ironici: “Lo studio di Tgcom24 è diventato ormai teatro di battaglie che evocano altri epici scontri e, nonostante il detto ‘Ne uccide più la lingua che la spada’, neanche il direttore Liguori riesce a prevalere“, si sente dire dalla voce fuoricampo nel servizio andato in onda mercoledì 9 gennaio.

“Cosa attira lì le mosche?“, si chiedono ancora quelli di Striscia lanciando un quiz con tre possibili risposte: “1) Il cadavere del giornalismo ammazzato da Liguori, 2) Le bufale di Liguori, 3) Liguori stesso“. “È un insulto a me e tutto Tgcom“, ha replicato piccato il direttore a Fatti e Misfatti. “Il vero problema è che quelli di Striscia sono colleghi potenti e ricchissimi e ci considerano degli usurpatori perché abbiamo gli studi vicini e invece loro volevano restare da soli. Ci considerano degli abusivi, invece siamo tutti dentro la stessa Mediaset. Ma questo non tocca questa super potenza, che ci riempie di insulti ed improperi per il solo fatto che esistiamo qui”. “Forse le mosche vengono qui perché sentono il marcio di Striscia“, conclude il suo sfogo Liguori.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Daniele Luttazzi, in tv torna l’epurato ma non mi faccio illusioni

prev
Articolo Successivo

Avanti un altro, ride in faccia a Luca Laurenti: Paolo Bonolis perde la calma e gli tira uno schiaffo

next