Nei pranzi e cenoni natalizi si devono per forza produrre tanti avanzi? Il rischio è di sprecare tonnellate di alimenti. Ma le abitudini si possono cambiare. Se osserviamo i carrelli strapieni di questi giorni di festa, sembra che i negozi debbano chiudere per un mese piuttosto che per un giorno. L’impressione è che debba essere inevitabile sprecare cibo, accettando come destino ineluttabile quello di gettarne una parte nel cassonetto, magari nemmeno in quello dell’”umido”. Consideriamo che ogni anno i consumatori delle nazioni industrializzate sprecano 222 milioni di tonnellate di cibo, quasi quanto ne produce l’Africa subsahariana (230 milioni): in soldoni, sono mille miliardi di dollari. In emissioni di CO2, è un aumento stimato intorno al 14%. Un dato ancora più eclatante: se si riducesse quasi totalmente il cibo che finisce nella spazzatura, si potrebbero già oggi sfamare tre miliardi di persone senza aumentare la produzione alimentare. Una buona azione che potremmo attuare come proponimento per il nuovo anno.

Partiamo dalle offerte dei banchi del supermercato: 3×2, sconto del 50% sono formule quasi irresistibili. E così riempiamo il carrello senza rifletterci tanto. La prima domanda, quindi, da porsi è: ma ci servono davvero questi prodotti? La seconda, non meno importante: sono alimenti a lunga conservazione o deperibili? E quando scadono? Se stanno per scadere, e per questo sono scontati, siamo certi di riuscire a finirli in un lasso di tempo ragionevole? I menù di questi giorni andranno perciò studiati ancora meglio per recuperare eventuali avanzi nel giorno successivo. Per esempio, se volete preparare dei ravioli: se questi avanzassero, è inutile pensare a un risotto per il primo gennaio, meglio piuttosto preparare un guscio di pasta frolla dove racchiudere questi avanzi, che risulteranno così valorizzati esteticamente e dal punto di vista qualitativo.

Un’altra idea è quella di condividere gli avanzi con parenti e amici, così ognuno avrà da proporre una novità a tavola senza tante rielaborazioni! Se non è possibile farlo, può venire in aiuto la creatività e improvvisazione, prendendo spunto da alcuni suggerimenti. Appena finito di mangiare, riponete gli eventuali avanzi in un recipiente con il coperchio, attendete che questo sia freddo e conservatelo in frigo. Le verdure possono essere aggiunte a un brodo per una zuppa veloce, oppure trasformate in crema e servite come purea o ancora diventare una farcia per torte salate. E poi ci sono i torsoli di cavoli, la frutta ammaccata o bitorzoluta, carote storte o gemellate in modo bizzarro: tutti questi “brutti anatroccoli” possono dare vita a creme, vellutate, composte, ma anche macedonie dolci o salate. I torsoli dei cavoli e dei cavolfiori possono essere raccolti in un sacchetto per i surgelati e conservati in freezer: alla prima occasione ci farete un’ottima vellutata con le patate.

Gli avanzi possono diventare irriconoscibili e molto appetitosi con qualche altro trucchetto. Spesso vengono trasformati in polpette: amalgamateli con le uova o, in alternativa, con farina di ceci, amido di mais o fecola di patate. Utilissimo anche il pangrattato, che lega e insaporisce gli impasti e si presta alle gratinature. Ecco un paio proposte di ricette salva-avanzi:

Cake ai sapori di ieri
250 g di farina di farro integrale
latte (o in alternativa bevanda di soia)
avanzi di verdure e legumi
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
3 cucchiai di semi di sesamo
1 cucchiaino di maggiorana
1 cucchiaino di cremor tartaro
sale

Radunate in una ciotola farina, sale, sesamo, cremor tartaro, maggiorana e olio. Mescolate, versate il latte necessario per avere un composto morbido e omogeneo (circa 150 ml). Unite le verdure tagliate a cubetti e i legumi lasciati interi, mescolate bene e trasferite il composto in una teglia foderata con carta da forno. Infornate a 180° C per 40 minuti circa e servite il cake per antipasto, tiepido o caldo. Ottimo anche come pasto leggero.

Aspic di verdure e ceci
400 g di verdure e ceci avanzati
500 ml di brodo vegetale
1 cucchiaino scarso di agar-agar

Un’idea per antipasto o contorno. Mescolate il brodo e l’agar-agar (sostanza ricavata dalle alghe rosse che in soluzione acquosa forma una gelatina). Scaldateli a fuoco medio, rimestando sempre per 6-8 minuti. Fate intiepidire. Mettete le verdure negli stampini (sei, piccoli), copritele con la gelatina e passate in frigo per tre ore. Per sformare aiutatevi con un po’ di acqua calda. Se la verdura avanzata è insufficiente integratela con altra, scegliendola di colori diversi per un bel risultato cromatico. Cuocetela a vapore, dividetela a cubetti o cimette. Potete usare anche altri resti di legumi cotti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Natale con lo chef. Ecco tre menù stellati Michelin da provare in casa per le Feste

prev
Articolo Successivo

Capodanno, mangiare sano durante le feste si può. Ecco tre ricette tradizionali e sfiziose

next