E’ lite su tutto. I soldi per i dipendenti, l’ospedale del cratere, la zona franca fiscale, i risparmi della Camera. A più di due anni dalla terribile scia sismica che mise in ginocchio il Centro Italia, da Amatrice a Norcia, il terremoto è tornato ad essere (anche) una questione politica. Complice l’accentramento dei poteri sul commissario governativo, Piero Farabollini, voluto dal governo gialloverde (ma in quota M5S). Una concentrazione che non è piaciuta in primi ai presidenti delle regioni Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, tutti di centrosinistra e tutti messi in disparte rispetto al ruolo rilevante che fino a qualche settimana fa recitavano all’interno della cabina di regia per la ricostruzione. Anche perché a maggio ci sono le elezioni europee e, come avvenuto quest’anno per le politiche, i voti del “cratere” fanno gola un po’ a tutti.

I FONDI PER I DIPENDENTI – La miccia la accende venerdì Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, comune del reatino che fu epicentro della prima forte scossa del 24 agosto 2016. “Non abbiamo più cassa e non siamo più in grado di pagare stipendi e tredicesime ai 21 lavoratori assunti a tempo determinato dopo il terremoto”. Petrucci si riferisce ai funzionari impiegati grazie al decreto legge 189/2016 con lo scopo principale di lavorare alla ricostruzione. Alcuni di loro vengono dal bresciano.

Il provvedimento garantisce ai Comuni il rimborso dei soldi spesi per il pagamento dei salari con i finanziamenti del governo all’Ufficio Ricostruzione delle varie regioni. Ad oggi servono 700mila euro per rimettersi in pari. “Il grido di allarme del sindaco di Accumoli Petrucci va raccolto. Il Commissario di governo rischia di bloccare la ricostruzione lasciando soli i territori”, ha fatto eco il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. E fonti della Regione Lazio confermano: “Il commissario ha bloccato tutto. Forse non si fida, va bene ma devono esserci dei motivi. Invece qui ogni euro speso è stato sottoposto al controllo dell’Anac. Una cosa è controllare, l’altra è alimentare il sospetto”.

Ma Farabollini non ci sta e rilancia: “Abbiamo erogato tempo fa un anticipo per le spese di personale e, doverosamente, visto che si tratta di soldi pubblici, richiesto a tutti gli Uffici Speciali Regionali di rendicontare per procedere al conguaglio. Ad oggi non abbiamo ricevuto nulla”, dice all’Ansa. Poi a IlFattoQuotidiano.it aggiunte: “Io non ho bloccato nulla. Il Commissario eroga quando l’Ufficio ricostruzione fa la rendicontazione, sulla base della richiesta dei Comuni. Se non c’è questo passaggio, i soldi non arrivano”. “Il Commissario ha tutte le informazioni che occorrono per trasferire le risorse ai comuni. L’unica novità della ricostruzione è lo stallo impresso dal suo arrivo”, ha replicato Claudio Di Berardino, assessore alle Politiche per la ricostruzione della Regione Lazio.

L’OSPEDALE DI AMATRICE – Ancora più intricata la vicenda riguardante la ricostruzione dell’ospedale di Amatrice. Stavolta l’attacco lo sferra proprio Zingaretti: “Negli ultimi giorni il Commissario ha intimato l’Ufficio Ricostruzione del Lazio di bloccare la gara per la progettazione dell’ospedale di Amatrice malgrado parere positivo dell’Anac e dopo aver acquisito tutti i pareri di idoneità”. Apriti cielo. Cosa sta accadendo? Il nosocomio da 30 posti letto costerà circa 15,4 milioni di euro, di cui 9 milioni stanziati dalla struttura commissariale (quindi dal Governo), 6 milioni come donazione della Germania alle popolazioni colpite dal sisma e 400.000 euro proprio dalla Regione Lazio.

L’Ente guidato da Zingaretti, trattandosi di sanità e avendo competenza territoriale, vorrebbe avere l’ultima parola sulla realizzazione. Ma Farabollini ha fermato tutto. “Martedì scorso – ci ha spiegato il commissario – ho incontrato gli emissari del governo tedesco, che mi hanno chiesto informazioni sull’esito della loro donazione. Ho appreso da poco che l’ospedale avrà solo 30 posti letto e sarà realizzato nello stesso posto di quello crollato precedentemente. Una struttura che, così come pensata, non solo costerà mezzo milione di euro a posto ma non sarà nemmeno in grado di servire tutto il cratere, sia per capienza che per raggiungibilità. La cosa ha fatto storcere il naso anche ai tedeschi e siccome l’Italia e la Germania finanziano il nosocomio al 99% ho chiesto delle specifiche maggiori alla Regione Lazio”.

LA ZONA FRANCA FISCALE – “Ma queste sono cose che si risolvono. Il vero problema è la fine della zona franca fiscale”. Eccone un’altra. L’appello stavolta è di Sergio Pirozzi, contattato da IlFattoQuotidiano.it in seguito alla denuncia del sindaco di Accumoli e finito poi a parlare di un tema “ancora più importante”. L’ex sindaco di Amatrice, oggi consigliere regionale nel Lazio, si riferisce ai 160 milioni in due anni fin qui stanziati dal governo nazionale in sostegno alle imprese del cratere che, gravemente danneggiate dal sisma, hanno ottenuto le esenzioni necessarie per rimettere in moto le proprie attività imprenditoriali e sopravvivere in attesa della ricostruzione. “Ma di questo provvedimento non c’è traccia nella bozza di manovra finanziaria”, afferma Pirozzi. Conferma tutto Paolo Trancassini, sindaco di Leonessa – altro comune del cratere – e deputato di Fratelli d’Italia: “Ho presentato quell’emendamento da 80 milioni per tre volte, e per tre volte mi è stato bocciato. La stessa cosa stanno facendo i senatori di Fdi, ma invano. “Un pessimo segnale che penalizzerà ulteriormente cittadini e operatori della dorsale appenninica”, ha detto il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. Nel 2017, oltre agli 80 milioni per le imprese, erano stati stanziati anche 24 milioni in favore degli allevatori.

I RISPARMI DELLA CAMERA – “Commissario, ma lei lo sa che ci sono 214 milioni di euro a disposizione della sua struttura come assistenza alle popolazioni terremotate?”. L’ultima novità l’ha tirata fuori, in una riunione di fronte a un Farabollini sbigottito, Sabrina Fantauzzi, presidente del comitato Illica ViveIllica è una frazione del già minuscolo comune di Accumoli, completamente rasa al suolo dal sisma – Fantauzzi, giornalista che lavora proprio a Montecitorio, da tempo monitora l’esito dell’iniziativa presa nel 2016 da Laura Boldrini, che decise di destinare parte dei risparmi della Camera dei Deputati ad “attività ludico ricreative nel cratere”. “Ci sono 85 milioni per il 2016, 85 milioni per il 2017 e 64 milioni per il 2018. Speravamo – rivela Fantauzzi – che quei soldi venissero stanziati direttamente ai cittadini, attraverso bandi e progetti. Invece abbiamo scoperto che converge tutto nella gestione commissariale. Il nostro comitato ha fatto un appello a Farabollini affinché non ne venga tradita la destinazione, specialmente ora che tutti iniziano a battere cassa”.