Gilet gialli? Indubbiamente ora il Pd dovrebbe essere più schivo col modello Macron, anche se certe forze neoliberali, da Blair a Renzi, vari partiti democratici e socialdemocratici europei avevano scelto una linea che aveva come simbolo Macron. Spero che finisca questa agonia del Pci e che si facciano fuori tutti i residui di quel partito, ormai finito nella più terribile miseria”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di InBlu Radio da Toni Negri, filosofo e co-fondatore di Potere Operaio e Autonomia Operaia, intervistato da Chiara Placenti.
L’ex deputato Radicale spiega la genesi delle proteste dei gilet gialli e osserva: “Di fatto ciò che succede in Francia lo abbiamo vissuto anche in Italia. Molti dei comportamenti dei gilet gialli richiamano la nascita del M5s. Salvini sta sicuramente dalla parte di Macron e Di Maio indubbiamente è dalla parte dei manifestanti. Resta il fatto che le rivendicazioni in Francia sono terribilmente radicali. Dietro c’è una grande protesta contro una miseria crescente che l’ordine neoliberista ha imposto a larghissimi strati della società. Quello che è strano è che sia scoppiata la protesta in maniera così spontanea e generalizzata”- continua – “E’ un cumulo di proteste, di disaffezioni, di distacco, di estraneità nei confronti delle forze politiche e degli strumenti della democrazia rappresentativa. La crisi non coinvolge solo Macron e il suo modo di governare, ma anche la Costituzione della Quinta Repubblica e con essa il tipo di Costituzione democratica che conosciamo in Europa dal 1945 e in Francia da ben più tempo.”.
E aggiunge: “Una delle cose più interessanti della serie di nullità che ha detto ieri sera Macron è il fatto che bisogna ricorrere non più al Parlamento, ma ai sindaci come elemento di mediazione tra il potere e i sudditi, saltando i sindacati e tutto. È, insomma, una rivendicazione sindacale che viene ottenuta, vinta e concessa sulla base di una insurrezione popolare che non ha nulla a che vedere con i sindacati. C’è una serie di stranezze, di paradossi e di rovesciamenti di fronte, che questa crisi, non solo sociale e territoriale ma profondamente istituzionale, tocca la struttura dello Stato. Questa è una cosa che veramente solo i francesi sanno fare”.
Negri torna sul presidente francese: “Il sovrano Macron con il suo discorso è stato spernacchiato, questa è una cosa molto pesante in Francia. E’ una rottura nei confronti dell’autorità presidenziale, un fatto estremamente raro e pesante. Ieri sera ciò che è stato terribile è questa sproporzione: con una certa accondiscendenza Macron ha accettato che la crisi lo facesse parlare e i gilet gialli gli hanno risposto senza alcun rispetto”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotdiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Successivo

Lega, Salvini: “Centemero? Non minimizzo. Ma soldi non ci sono”. E su procedura d’infrazione invoca parità di trattamento

next