“C’è il rischio di una frenata brusca e di una inversione dell’economia italiana. Con una manovra che non c’è si distrugge la fiducia, costruita con pazienza, cosa che produce danni veri. Ripristinarla richiederà tempo, come governo intende avere una prospettiva di legislatura, non è chiaro”. Lo ha detto l’ex ministro del Tesoro Piercarlo Padoan (Pd) intervenendo in Aula alla Camera nella discussione generale sulla Legge di Bilancio.

Padoan ha criticano il governo “il cui dibattito si concentra sui numerini, sui quali pure traccheggia”, visto che ancora non è chiaro quale sarà il deficit. “Questo è cambiamento? – si è domandato – direi di no, l’Italia rischia la procedura d’infrazione permanente sul debito”. “Serve il ritorno a un cambiamento giusto che aveva permesso la discesa del debito vera, come anche il Nadef ha ammesso”.

“Serve un cambiamento non solo dei numerini – ha detto ancora Padoan – ma di sentiero. Le misure chiave della vostra manovra saranno implementate in parte, per risparmiare. Ma anche qui, dopo il primo anno come saranno sostenute le misure? Quale è l’orizzonte temporale del governo? 6 mesi per vivacchiare? è quello che si chiedono i mercati”.

Padoan ha poi definito “misure sbagliate, dannose, incoerenti” i due “pilastri” della manovra, cioè il Reddito di cittadinanza e Quota 100. Del primo “non si sa chi sono i beneficiari, come funzionerà, come verrà coperto; insomma un Reddito misterioso”. Quanto a Quota 100 “si resta sorpresi che lo strumento principale della politica del lavoro è un sistema pensionistico”. Invece sono state “cancellate le misure che funzionano, come il superammortamento”.

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