Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini. Il Pd, compatto. Il deputato di Leu Roberto Speranza. Il procuratore di Torino Francesco Saluzzo. Lo scrittore Roberto Saviano. Tutti schierati dalla parte del procuratore di Torino Armando Spataro che ha lamentato come il ministro dell’Interno Matteo Salvini abbia “messo a rischio un’operazione di polizia” con un suo tweet, ricevendo come risposta l’accusa di usare “parole a sproposito”. Nel pomeriggio tutti i consiglieri togati di Area al Csm hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli l’apertura di una pratica a tutela di Spataro. E nel testo accusano il ministro di aver usato “toni da dileggio” ed “espressioni sgradevoli e delegittimanti” nei confronti del procuratore e del ruolo istituzionale da lui ricoperto. “Uh che roba! Sono preoccupatissimo“, è stato il commento di Salvini sulle critiche di Ermini.

“Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda”, ha detto l‘ex responsabile Giustizia del Pd, che ha telefonato a Spataro per esprimergli “apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo e pieno riconoscimento per l’alta professionalità e per l’impegno dimostrati in tutti questi anni. Un impegno da grande e leale servitore dello Stato che non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti“.

Anche il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, ha difeso Spataro definendo “sgradevoli e inaccettabili per tono e contenuto” le dichiarazioni di Salvini dopo il richiamo di Spataro sul rischio che la diffusione intempestiva di notizie possa compromettere l’esito di un’operazione giudiziaria ancora in corso. Saviano su twitter ha scritto: “Il Procuratore Spataro dice che Salvini (schiavo dei social) rischia di mandare all’aria un’importante operazione giudiziaria. Il ministro più scarso di questo governo risponde nel solo modo che conosce: invitando al linciaggio. Solidarietà a Spataro”. Per l’ex magistrato e ministro Antonio Di Pietro “Salvini, al di là della scorrettezza istituzionale, al di là dell’aver messo a rischio l’esito dell’operazione, a mio avviso dovrebbe essere indagato perché ha rivelato e utilizzato il contenuto di un’attività d’indagine in corso che gli è stata riferita da un suo sottoposto”. “Oltre che indagato – dice ancora Di Pietro – andrebbe anche sfiduciato ma in Parlamento faranno orecchie da mercante. Spataro, invece, nel pieno delle sue funzioni, si è limitato a indicare il pericolo che correva l’attività di indagine”.

Diversi parlamentari Pd, da Franco Mirabelli a Stefano Pedica, hanno espresso solidarietà a Spataro. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha twittato: “Caro Salvini, per fare il ministro degli interni servono serietà, responsabilità e rispetto della Costituzione. Chiedi scusa ai magistrati come Spataro, alle forze di polizia e i cittadini. L’Italia non ha bisogno della tua campagna elettorale permanente“. Per Laura Boldrini “se Salvini avesse davvero a cuore la sicurezza degli italiani comincerebbe col chiudere immediatamente i suoi profili social”.

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