Colpita con un cacciavite al collo e ricoverata in codice rosso. È quanto accaduto a Maria Carmela Calindro, dottoressa dell’ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone, aggredita da un 50enne disoccupato al termine del suo turno di lavoro. Fondamentale l’intervento di un venditore ambulante extracomunitario, Mustafa El Aoudi che ha protetto la dottoressa scongiurando conseguenze più gravi. “Ho fatto quello che avrebbero fatto tutti”, ha raccontato Mustafa. La prognosi per la vittima è di 30 giorni. 

L’aggressore, Luigi Amoruso, è stato bloccato da tre poliziotti fuori servizio e portato da una volante in Questura a Crotone, dove è stato interrogato. Per lui, il pm della Procura della Repubblica di Crotone Alfredo Manca ha disposto la custodia cautelare in carcere. Da quanto si apprende la dottoressa non è in pericolo di vita. Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo ha agito con il volto coperto da una sciarpa e un copricapo perché riteneva la donna responsabile della morte della madre.

La professionista, che presta servizio nel reparto di medicina, è stata soccorso dal personale del 118. “Ringrazio la magistratura, la polizia e l’ambulante che è intervenuto in mio soccorso. La polizia è stata tempestiva e impeccabile”, ha scritto la dottoressa Calindro. “L’aggressione è stata portata in modo brutale e a freddo con l’intento di uccidere. La dottoressa Calindro è stata salvata da un cittadino extracomunitario: senza il suo coraggioso intervento, adesso, staremmo raccontando un’altra storia”, ha aggiunto il suo avvocato.

Quella di oggi è la seconda grave aggressione a medici in servizio nell’ospedale civile di Crotone nell’arco di quattro mesi. Nella notte tra il 3 ed il 4 agosto scorsi, infatti, un medico anestesista venne picchiato con calci e pugni dai congiunti di un ragazzo di Rosarno ricoverato nel reparto di rianimazione.