Con un bisturi il medico tagliava pagine di preziosi testi moderni. Testi di storia dell’arte o dell’architettura o ancora di numismatica, molti dei quali rari o introvabili. Prendeva volumi in prestito oppure entrava nelle sale di consultazione delle biblioteche e quindi sezionava le parti migliori da collezionare. I religiosi della biblioteca dell’Istituto internazionale Don Bosco a Torino lo avevano colto sul fatto. Poi, nel corso di una perquisizione avvenuta il 5 febbraio 2013, i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale hanno scoperto cartellette, raccoglitori e albi con centinaia di pagine sottratte altrove. Per questo un medico 63enne di Savigliano (Cuneo), è finito a processo per furto aggravato. Ora il giudice Melania Eugenia Cafiero ha accolto la richiesta di patteggiamento presentata dall’avvocato del medico, Vladimiro Bertinetti: 18 mesi di reclusione, pena sospesa, una multa di soli 450 euro e il pagamento delle spese legali al Comune di Savigliano, l’unico ente che si è costituito parte civile nel processo. La lista delle parti offese è lunga e comprende 14 biblioteche: si va da quelle di alcuni Comuni della provincia di Cuneo, fino alla Biblioteca nazionale universitaria, quella del seminario vescovile, la biblioteca d’arte della Galleria d’arte moderna e quella Reale, tutte a Torino, fino alla Sormani e alla Centrale di Milano.

All’alba del 5 febbraio 2013 i carabinieri si erano presentati a casa del medico-sezionatore. Davanti ai militari, il medico aveva subito ammesso le sue responsabilità e li aveva accompagnati nella soffitta dove ha rivelato la sua ricca collezione contenuta in 54 tra raccoglitori e scatole. In due cartellette, ad esempio, teneva “quattro plichi di fogli del 1700” provenienti dall’opera “Ercolano” sottratti alla Biblioteca Reale di Torino e a quella Civica. All’Istituto internazionale “Don Bosco” aveva asportato da alcuni volumi preziosi degli anni Settanta decine e decine di miniature e xilografie. Raccolto tutto quel materiale, i carabinieri si sono messi al lavoro con alcuni dipendenti delle biblioteche per capire l’origine esatta di quelle pagine recuperate e proseguire l’indagine: “Anche il mio cliente ha contribuito ed è andato al nucleo dei carabinieri per aiutare a ricollocare le pagine nei volumi delle biblioteche”, aggiunge l’avvocato Bertinetti. “Due dipendenti ed io abbiamo passato alcuni mesi nella sede del Tpc per visionare tutto il materiale – spiega la funzionaria della Biblioteca nazionale universitaria Franca Porticelli, responsabile della sicurezza – Abbiamo avuto un danno dal valore inestimabile. Questo signore non solo saccheggiava pagine e pagine di libri, ma poi le incollava su altri fogli danneggiandole ulteriormente”. Più di un milione di euro è il danno stimato dall’istituzione universitaria.

“Il mio cliente ha sempre avuto una grande passione per i libri che è diventata un’ossessione – spiega il difensore -. Per anni ha frequentato le biblioteche limitandosi ad ammirare quelle pagine”. Poi un giorno ha deciso di possederle. Adesso però arriverà il conto da pagare: il Comune di Savigliano e altri due enti torinesi hanno inviato le loro richieste di risarcimento danni.

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