“Le mie responsabilità non possono ricadere sui miei figli. Hanno attaccato Luigi con una ferocia spropositata. Stanno cercando di colpirlo ma lui non ha la minima colpa. Non era a conoscenza di nulla”. Antonio Di Maio, padre del vicepremier e leader M5s, parlando al Corriere difende il figlio ribadendo che non sapeva nulla degli operai in nero nell’azienda di famiglia, trasferita nel 2014 alla Ardima srl di Luigi e della sorella Rosalba.

“Come papà ho sempre cercato di tutelare la mia famiglia. Ho affrontato i momenti difficili da solo, senza parlarne con i miei familiari perché non volevo di preoccupassero”, aggiunge l’ex dirigente Msi. “Sono pronto a rispondere dei miei errori. Ma dovete lasciar stare la mia famiglia, i miei figli che non c’entrano nulla con tutto questo”. Quanto al fatto che fino al 2014 intestataria e amministratore della ditta fosse la moglie Paolina Esposito, che come ha rilevato il sito dell’Espresso in quanto insegnante e dipendente pubblico per legge non poteva ricoprire quell’incarico, Di Maio senior risponde che “lo abbiamo scoperto negli ultimi anni e così ci si è attrezzati per cederla”. Ma “abbiamo sempre detto ai nostri figli che era tutto in regola”.

Da lì comunque nasce la decisione di trasferire l’azienda ai figli, nonostante Luigi fosse già in politica: “Tenevo molto a questa attività, ha sempre avuto per me un valore anche affettivo. Volevo lasciare qualcosa ai miei figli e poi Rosalba studiava (…) Luigi non ha mai gestito questa azienda, ne era solo socio”. Alla richiesta di spiegare perché la documentazione pubblicata da Di Maio non includa le buste paga del periodo estivo, poi, Antonio Di Maio replica che “Luigi ha lavorato per l’azienda di famiglia da febbraio a maggio 2008 regolarmente contrattualizzato” mentre d’estate al massimo “qualche volta mi accompagnava al cantiere”.

Il padre del leader pentastellato giudica “totalmente diverse” le vicende che hanno riguardato il padre dell’ex premier Matteo Renzi. “Mio figlio, giustamente, ha preso le distanze dagli errori che ho commesso, ha garantito subito la massima trasparenza presentando tutte le carte – afferma al Corriere -. Non si è sottratto alle domande, non ha fatto nulla per favorirmi o nascondere fatti ed ha fatto bene. Lo conosco, è mio figlio, non avrebbe potuto avere altro comportamento perché è una persona onesta”.