Le tensioni per la crisi del secessionismo catalano hanno raggiunto nuove vette nel Parlamento di Madrid, dove un deputato indipendentista, Gabriel Rufian, è stato espulso dopo una raffica d’insulti al ministro degli Esteri, Josep Borrell. I compagni di partito di Rufian sono usciti per protesta e uno di loro avrebbe anche sputato verso il ministro, che ha denunciato l’episodio.
Noto per il suo stile provocatorio, Rufian ha dato del “fascista” a Borrell, definendolo “il ministro più indegno della democrazia spagnola” in un attacco legato alla vicenda dei nove politici catalani in carcere. Borrell ha riposto con durezza, accusando Rufian di non voler discutere ma soltanto gettare “sterco”. Dato che il deputato di Esquerra Republicana (Erc) continuava a gesticolare in piedi, ignorando i richiami, la presidente della Camera, Ana Pastor, lo ha espulso dall’Aula, fatto che non accadeva dal 2006. A questo punto sono usciti anche gli altri deputati dell’Erc e ci sarebbe stato lo sputo, denunciato da Borrell ma negato dai secessionisti.
La durezza dello scontro ha scioccato il mondo politico spagnolo. “Questa è la casa della parola, che non si può utilizzare per insultare”, ha detto Pastor, visibilmente turbata, in un breve discorso ai deputati dopo l’espulsione di Rufian. “Oggi in Parlamento sono state dette cose terribili. Non è la prima volta che accade – si legge in un comunicato del primo ministro Pedro Sanchez – nulla è più pericoloso per la democrazia della disaffezione dei cittadini verso i suoi rappresentanti e le sue istituzioni. Quanto accaduto oggi va in questa direzione”.

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