Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina del professor Gian Carlo Blangiardo a presidente dell’Istituto nazionale di statistica. A renderlo noto è un comunicato del Cdm, in cui si spiega come il nome di Blagiardo a presidente dell’Istat è stato proposto del Ministro per la pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. La designazione sarà quindi sottoposta al parere delle Commissioni parlamentari competenti.

E dire che era stata la stessa Bongiorno, nel luglio scorso, a smentire le indiscrezioni  sulla probabile scelta del demografo Blangiardo – ritenuto vicino alla Lega – come nuovo numero uno dell’Istat senza passare per la raccolta di candidature. Palazzo Vidoni aveva infatti pubblicato l’avviso per la “presentazione delle manifestazioni di interesse per la designazione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica”. “Il termine per la presentazione della manifestazione di interesse, da effettuare compilando il modulo online, scade alle ore 23.59 del 16 agosto”, si leggeva. L’avviso ricordava che il presidente è “scelto tra i professori ordinari in materie statistiche, economiche ed affini, con esperienza internazionale”. Il Sole 24 Ore nei giorni precedenti aveva scritto che il governo Conte non avrebbe applicato i protocolli europei adottati nel 2014 per arrivare alla nomina di Alleva bensì avrebbe seguito il precorso tracciato dal decreto legislativo 322 del 1989 che prevede cinque tappe la prima delle quali è l’indicazione di un nome da parte del consiglio dei ministri, seguita dal vaglio delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, dalla deliberazione vera e propria in cdm e dal successivo varo del decreto da parte del capo dello Stato. Negli stessi giorni Sergio Mattarella aveva ammonito sulla “necessaria imparzialità delle pubbliche amministrazioni”. 

Il ministero aveva quindi pubblicato l’avviso pubblico. Al quale evidentemente ha partecipato anche Blangiardo. Ordinario di demografia alla Bicocca di Milano, si era fatto segnalare soprattutto per un repentino cambio di opinione sui migranti. Fino a qualche mese fa  sosteneneva che l’invasione non esisteva e la sua soluzione era l’emigrazione circolare: farli arrivare e formarli per farli tornare a portare sviluppo nei loro Paesi. Durante l’estate, in un’intervista a La Stampa, aveva spiegato che bisogna espellerli perché “qui non ci stanno. Ora sarà nominato al vertice dell’Istat in quota Lega.