“A Chipilo, in Messico, nuova tappa per capire la battaglia dei contadini messicani contro il mais transgenico degli Usa”. Alessandro Di Battista doveva arrivare nello Stato di Puebla, per trovare l’Italia in Sud America. Nella quarta puntata inedita de ‘L’Orizzonte lontano’, in esclusiva su Loft, la famiglia Di Battista s’inoltra sui sentieri nascosti del Messico. Prima di lasciare la Capitale Alessandro, Sahra Lahouasnia e il piccolo Andrea fanno tappa alla casa museo di Leon Trotsky, il dissidente comunista ucciso da un sicario nel 1940: “Questa è la scrivania alla quale era seduto Trotsky quando Ramon Mercader, fratello della mamma di Christian De Sica e agente di Stalin, lo uccise con un corpo di piccozza in testa. Proprio qua”, racconta Di Battista.
A Chipilo, circa 120 km da Città del Messico, i primi italiani s’insediarono nel 1882. I più arrivavano dal Veneto. I nonni di Avellino Merlo Zanella, presidente di Municipio a Chipilo, partirono da Segusino in provincia di Treviso, decisi a conservare le tradizioni anche oltreoceano. I loro eredi ne hanno seguito l’esempio: “Il dialetto è la prima cosa che imparano i bambini – spiega il presidente di Municipio -. La gente di Chipilo s’identifica nella sua lingua. Non si parla in castigliano, in spagnolo, parlare in dialetto ti lega alla tua gente, ai tuoi paesani”.
A Chipilo la sosta è breve e si riparte subito: destinazione Oaxaca, per conoscere meglio i coltivatori di mais. I contadini della regione usano le stesse tecniche dei loro avi: “Da 10mila anni qui, in Mesoamerica, il mais si è evoluto con le popolazioni indigene”, dice Aldo Gonzales, tra i leader dell’Unione delle Organizzazioni Contadine della Sierra Juarez. Gli agricoltori messicani selezionano i semi secondo antiche tradizioni, e la diffusione del mais transgenico fa paura: “Il livello più alto di contaminazione venne scoperto in uno dei negozi DICONSA, un distributore di generi alimentari del governo messicano che comprava mais dagli Stati Uniti”, racconta Aldo Gonzales. I contadini locali non usano pesticidi né fertilizzanti: “Il mais da noi cresce con la forza della terra”, aggiunge Aldo. Gran parte del raccolto viene esportato in Usa, per via  dell’accordo di libero commercio siglato nel 1994 (NAFTA, North American Free Trade Agreement). Il mais messicano però è venduto sottocosto, per competere con il mais transgenico statunitense. Alessandro Di Battista lancia l’allarme: “Il prezzo bassissimo sta distruggendo la vita dei contadini, molti sono costretti a vendere la propria terra”.
A Guelatao, sulle aree montagnose dello stato di Oaxaca , la famiglia Di Battista visi la statua di Benito Juarez, primo e unico presidente indigeno della storia del Messico.
Da Guelatao a Puerto Escondido, per festeggiare il compleanno di Alessandro: “Ho fatto 40 anni, porca miseria”. Giusto il tempo di una sosta, e scegliere la nuova meta: dove la laguna di Chacahua incontra l’Oceano Pacifico, si stende un villaggio abitato quasi interamente da afromessicani, i discendenti degli schiavi deportati nel Nuovo Mondo.

‘L’Orizzonte lontano’ è un format realizzato e prodotto in esclusiva per la piattaforma televisiva Loft. Le prime tre puntate sono disponibili per gli abbonati su iLoft.it.

 

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