“Tra i due c’è un feeling inspiegabile. Si vedono, si sentono, si scambiano consigli”. I due sarebbero, secondo una ricostruzione del Corriere, Matteo Renzi e Matteo Salvini. Il primo Matteo, quello che attendeva il governo gialloverde con i pop corn in mano, seduto sul divano a gustarsi lo sfacelo, chiederebbe al secondo Matteo “di mantenere uno stato di fibrillazione costante” in modo che il governo stia sempre sul filo, la contesa perpetua eroda consensi ai Cinquestelle e permetta al Pd di ritrovare i voti perduti, e alla Lega di guadagnarli a spese grilline nelle aree del Meridione.

La ricostruzione sembra fantastica, eppure chi di voi avrebbe mai immaginato che Renzi, dopo aver promosso il referendum costituzionale per l’abolizione del Senato si sarebbe fatto eleggere senatore? Era lui che aveva promesso in caso di sconfitta elettorale, di farsi da parte, vero? E chi, dopo la batosta, avrebbe mai potuto pensare che la Leopolda sarebbe ritornata uguale a prima, come se nulla fosse accaduto? E infine chi avrebbe mai immaginato che l’ex segretario, dopo aver prodotto la più grave emorragia elettorale nella breve storia di questo partito, ambisse non solo a decidere il nome del successore, ma anche a fissare la data del congresso? I fatti sono andati oltre la fantasia. E allora perché dovremmo ora stupirci se i due Matteo, la cui carriera è iniziata nel ring televisivo dei giochi a premi di Mediaset, “si vedono, si telefonano, si scambiano consigli?”. Chi si somiglia, alla fine si piglia.

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