Sarà pure un argomento tabù quello del Congresso Pd alla Leopolda, con Matteo Renzi e i suoi fedelissimi tutt’altro che interessati a rilanciarlo. E, al di là di quanto dichiarato pubblicamente, magari con l’ambizione di rinviarlo, dopo le Europee. Eppure, con la candidatura di Marco Minniti in stand-by e in attesa che lo stesso ex ministro arrivi alla kermesse fiorentina, la Leopolda sembra già incoronarlo. Dai parlamentari renziani, fino ai militanti legati all’ex premier e ai fedelissimi della Leopolda, il coro è quasi unanime. Sarà Minniti la “carta giusta” per sconfiggere Zingaretti al prossimo Congresso dem.

“Una scelta per rincorrere la Lega? Basta con questa storia, la nostra proposta è alternativa”, rilancia il sindaco di Firenze Dario Nardella, tra i sindaci Pd che hanno sottoscritto la lettera con cui si chiede all’ex titolare del ministero dell’Interno di candidarsi. Ma non è il solo: pur in attesa che sciolga la riserva, da Ettore Rosato a Simona Malpezzi, passando per Raffaella Paita e Valeria Fedeli, diversi parlamentari rilanciano le quotazioni di Minniti come possibile prossimo segretario. “Ha reso sicuro un Paese, ma puntato anche sull’integrazione”. E la platea dei leopoldini segue la linea: “Servirebbe un modello alternativo? No, nessun inseguimento a Salvini sull’immigrazione”, rivendicano diversi militanti. In pochi chiedono invece una svolta a sinistra: “Sì. servirebbe tutt’altro, sull’immigrazione abbiamo perso”. Altri preferirebbero Richetti, e c’è pure “un’infiltrata” seguace di Zingaretti. Ma è una linea minoritaria alla Leopolda: “Salvini non ha alcun merito, da lui solo slogan, sull’immigrazione e sui flussi Minniti ha indicato che si può tenere insieme sicurezza e integrazione”, si ascolta in coro. In attesa che il diretto interessato decida se correre o meno. Ma, soprattutto, di una data per il prossimo Congresso.