Papa Francesco ha licenziato il direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, monsignor Massimo Palombella. Bergoglio ha deciso che il 14 ottobre 2018 il salesiano dirigerà per l’ultima volta il coro in occasione della messa delle canonizzazioni che si celebrerà in piazza San Pietro, durante la quale saranno proclamati santi anche Paolo VI e Oscar Arnulfo Romero. Una decisione frutto di una contrattazione durata alcune settimane. Palombella, il cui mandato scadeva nel 2020, aveva inizialmente proposto di lasciare la direzione il 6 gennaio 2019 al termine delle festività natalizie. Ma il sacerdote ha trovato la ferma opposizione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che avrebbe preferito anticipare il licenziamento al 1° ottobre 2018. Alla fine Bergoglio ha scelto la data delle canonizzazioni come termine di questa, a dir poco infausta, direzione.

Un epilogo soltanto momentaneo perché Palombella è attualmente sotto indagine penale in Vaticano, insieme con l’ormai ex direttore amministrativo del coro Michelangelo Nardella, per riciclaggio, truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato. L’indagine condotta dal pm della Santa Sede, Gian Piero Milano, ruota intorno a due conti segreti presso la banca Finnat, aperti nel 2013 da Palombella e Nardella, dove secondo i magistrati sarebbero stati occultati i soldi incassati grazie alle tournée all’estero del coro del Papa. A Nardella è stato già intimato di lasciare l’appartamento di 400 metri quadrati dove prima di lui viveva il cardinale Domenico Bartolucci che ha diretto la Cappella Musicale Pontificia Sistina per 41 anni. Un’abitazione di grande prestigio, nel centro di Roma, in via del Monte della Farina 64, dove ha sede il coro, in un palazzo che gode dell’extra territorialità.

Nardella viveva in quell’appartamento da un paio di anni insieme con la moglie e le quattro figlie visto che Palombella aveva preferito un alloggio in Vaticano. Dimora, quest’ultima, che ormai l’ex direttore del coro aveva chiesto quando era stato nominato, nel 2010, all’allora segretario generale del Governatorato, monsignor Carlo Maria Viganò, recentemente tornato al centro delle cronache per la sua durissima contestazione al Papa al quale ha chiesto perfino le dimissioni. Viganò si era opposto fermamente sostenendo che essendo Palombella un religioso avrebbe dovuto vivere nella comunità salesiana presente in Vaticano. Ma dopo la defenestrazione del numero due del Governatorato, avvenuta nel 2011, il sacerdote ha ottenuto il suo appartamento all’interno del piccolo Stato.

Oltre ai due indagati, il pm ha ascoltato anche alcuni testimoni tra cui monsignor Stefano Sanchirico, il prelato della Prefettura della casa pontificia, organismo da cui dipende la Cappella Musicale Pontificia Sistina. È molto probabile che nelle prossime settimane, a conclusione delle indagini, Palombella e Nardella possano essere rinviati a giudizio. Sulla vicenda, infatti, sia il Papa che il cardinale Parolin vogliono vederci chiaro. Per questo motivo avevano affidato al nunzio Mario Giordana il compito di svolgere “un’indagine sugli aspetti economico-amministrativi” del coro. Indagine interna che è poi sfociata nell’inchiesta penale.

Per il nuovo direttore, però, si dovrà ancora attendere. Al momento, infatti, l’ipotesi più accreditata in Vaticano è che la direzione sia affidata provvisoriamente a monsignor Marcos Pavan, maestro dei pueri cantores, le voci bianche della Cappella Sistina. Già durante le prime settimane del Sinodo dei vescovi sui giovani è stato monsignor Pavan a dirigere una piccola rappresentanza del coro durante i momenti di preghiera presieduti dal Papa con i 300 presuli provenienti da tutto il mondo. Un passaggio di consegne avvenuto in maniera naturale visto che Pavan dal 1998 è il maestro deipueri cantores e dal 2013 collabora con l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice come direttore del coro guida Mater Ecclesiae nelle liturgie papali.

Twitter: @FrancescoGrana