Sanzione per “molestie psicologiche” all’assistente parlamentare. Il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani ha annunciato l’intervento nei confronti dell’eurodeputata Giulia Moi, fino a febbraio 2018 nel gruppo con i 5 stelle e poi autosospesa. L’interessata ha replicato che presenterà ricorso all’ufficio di presidenza: “Questa vicenda”, ha detto, “riguarda persone sulle quali è stata mal riposta la mia fiducia”. Fonti grilline a Bruxelles hanno fatto sapere che il caso Moi è attualmente al vaglio dei probiviri e si attendono provvedimenti sulla sua posizione: l’eletta ha sempre avuto grosse difficoltà con i colleghi e nell’inverno scorso, subito dopo l’addio a sorpresa di David Borrelli, erano uscite indiscrezioni sulla sua fuoriuscita. La sua posizione non è però mai stata ufficialmente chiarita.

Tajani, in una nota, aveva spiegato le ragioni del suo intervento: “A norma dell’articolo 166 del regolamento, in base alle conclusioni del comitato consultivo competente per le denunce di molestie riguardanti assistenti parlamentari accreditati e deputati, e avendo preso nota delle osservazioni scritte della deputata interessata ho deciso di comminare una sanzione all’onorevole Giulia Moi per la sua condotta nei confronti degli assistenti parlamentari, qualificata come molestia psicologica”. E ha concluso: “La sanzione consiste nella perdita del diritto all’indennità di soggiorno per un periodo di 12 giorni. La decisione è stata notificata alla deputata interessata che può presentare un ricorso interno dinanzi all’ufficio di presidenza. Tale ricorso ha carattere sospensivo della sanzione”.

 

 

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