L’Italia lasciata sola sui migranti quando invece servirebbe una “responsabilità condivisa“. E le accuse di sovranismo e populismo nonostante i concetti di “sovranità e popolo siano contenuti nell’articolo 1 della Costituzione“. Il premier Giuseppe Conte ha parlato all’Assemblea generale dell’Onu a New York. E ha affrontato quella che negli ultimi mesi è la principale emergenza affrontata dal governo M5s-Lega: quella legata agli sbarchi. Poin

“Sui migranti Italia lasciata sola” – “Da anni l’Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo ed ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto dalle stesse istituzioni europee allorché hanno affermato che l’Italia aveva ‘salvato l’onore dell’Europa‘”, ha detto il presidente del consiglio. “I fenomeni migratori con i quali ci misuriamo -ha continuato – richiedono una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera Comunità internazionale. Su tali basi sosteniamo i Global Compact su migrazioni e rifugiati”. Quindi ha lanciato il suo appello alle Nazioni Unite:  “Si tratta di una sfida che può e deve essere raccolta con un approccio di responsabilità condivisa, in una logica di partenariato tra Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi, che tenga conto dell’esigenza prioritaria di garantire la dignità delle persone ma anche con la ferma determinazione di combattere chi questa dignità e la stessa esistenza calpesta con il traffico di esseri umani”.

“Sovranismo e populismo sono in Costituzione” – Conte ha poi replicato alle accuse lanciate dalla stampa internazionale al suo esecutivo. “Quando qualcuno ci accusa di sovranismo e populismo amo sempre ricordare che sovranità e popolo sono richiamati dall’articolo 1 della Costituzione italiana, ed è esattamente in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e l’esercizio della stessa da parte del popolo. Non considero, prima ancora che politicamente, moralmente accettabile un’azione di governo che non si preoccupi adeguatamente di assicurare a tutti i cittadini condizioni di vita eque e pienamente dignitose”. A questo prosposito, in conferenza stampa, Conte ha parlato del “reddito di cittadinanza: non potremmo perseguire una manovra economica con 4,7 milioni di poveri, rimanendo indifferenti e non adottando misure adeguate che possano recuperare le persone drop out, tagliate fuori, al circuito del lavoro e di una vita economica e sociale piena”.

“Nel dna italiana c’è il dialogo” – Il premier ha sottolineato come l’Italia sia “un paese che ha nel suo dna la promozione del dialogo e dell’inclusività nei contesti politici di crisi. Tali principi sono essenziali quando si affronta la grave e generalizzata situazione di instabilità che caratterizza oggi un’area vitale per la sicurezza e la prosperità dell’Italia e dell’intera Europa qual è il ‘Mediterraneo allargato”. Secondo il presidente del consiglio “la logica dell’assistenza deve essere superata in una ‘prospettiva di mutua responsabilità’ e di partenariato, come l’Italia sta promuovendo ad esempio nel continente africano, affinché ciascuno faccia la sua parte al meglio delle sue possibilità e capacità”. L’Italia, ha sottolineato Conte, “è fiera di essere tra i principali contributori alle operazioni di peacekeeping. Un impegno sostenuto ormai da molti anni e per il quale raccogliamo l’apprezzamento, per noi essenziale, in primo luogo delle comunità locali presso le quali ci troviamo ad operare”.

“Al Sisi ha assicurato verità per Regeni” – Il capo del governo ha ricordato che “nelle prossime settimane l’Italia ospiterà una Conferenza sulla Libia che avrà come obiettivo principale proprio quello di sostenere un percorso politico condiviso tale da contribuire a stabilizzare politicamente il Paese. Tale percorso sarà fondato sul più ampio coinvolgimento degli stessi attori libici, che restano i padroni del loro destino, e sulla centralità delle Nazioni Unite, il cui Piano d’Azione costituisce l’elemento verso cui far convergere i contributi dei principali stakeholders internazionali e regionali”. Quindi un passaggio anche sulla crisi siriana: “Il lungo conflitto che da sette anni tormenta la Siria dimostra tutti i limiti delle soluzioni militari. Abbiamo il dovere di sostenere l’azione dell’Onu e del suo inviato De Mistura“. Incontrando i giornalisti ha invece commentato il primo faccia a faccia con il leader egiziano Al Sisi: “Ho chiesto che ci siano verità e giustizia per Giulio Regeni, che i colpevoli siano portati davanti a un tribunale. Ho avuto l’assicurazione, da parte di Al Sisi, che farà di tutto e lavorerà lui stesso incessantemente per questo risultato”.

Nell’incipit del suo discorso il premier ha anche confermato  l’impegno del “popolo italiano accanto e a favore delle Nazioni Unite”. “In un contesto globale sempre più frammentato, multipolare e in continua evoluzione, siamo, infatti, convinti che la Comunità internazionale abbia bisogno di un multilateralismo effettivamente efficace e di Nazioni Unite rafforzate nel loro ruolo di pilastro di un sistema internazionale fondato sulla pace, la giustizia e l’equità”.

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