“Il nostro sarà un futuro diesel-free“, fa sapere l’amministratore delegato di Porsche Oliver Blume in un comunicato ufficiale dell’azienda di Stoccarda. Evidentemente colpita, come altri costruttori, dal calo della domanda di motorizzazioni a gasolio soprattutto nel vecchio continente.

“Non stiamo demonizzando il diesel”, spiega Blume, “che anzi rimarrà una tecnologia importante in tema di propulsione. Ma per noi che siamo di costruttori di auto sportive ha sempre giocato un ruolo di secondo piano. Naturalmente, continueremo a prenderci cura dei clienti che hanno acquistato auto diesel da noi, con il rispetto e la professionalità che si aspettano da noi”. Se non è un requiem questo, poco ci manca.

Del resto, come si legge nel comunicato, i conti cominciano a non tornare se sull’intero ammontare di vetture distribuite nel mondo lo scorso anno, la quota di quelle equipaggiate con motori a gasolio è stata solo del 12%. E se quasi due Panamera su tre vendute in Europa avevano un powertrain ibrido. Proprio quello, insieme all’elettrico puro, su cui hanno deciso di puntare in casa Porsche, che ricorda come da qui al 2022 avrà investito ben 6 miliardi di euro sulla mobilità a elettroni.

E’ dunque chiaro, in questo contesto, che per il diesel non ci sarà spazio in futuro. Nel 2019 Porsche metterà sul mercato la sua prima sportiva a emissioni zero, la Taycan (nella foto il prototipo che la anticipa, la Mission-E), di cui garantisce l’impatto nullo a livello di anidride carbonica sia durante la fabbricazione che per l’alimentazione, visto che verrà rifornita tramite una rete di ricarica ultra veloce, ma soprattutto alimentata con energia rinnovabile, in tutta Europa.

Il primo tassello di una strategia che prevede, dal 2025, la presenza di un powertrain a batteria su ogni nuova Porsche, sia esso ibrido o elettrico puro.