A Oslo, in Norvegia, si sono disputati i Mondiali di “Death Diving“, letteralmente di “tuffo della morte”. Si tratta di uno sport vero e proprio, con tanto di atleti, che ha pure una sua storia (pare sia nato negli anni Ottanta). Quel che è certo, è che grazie al web sta riscoprendo una seconda vita: sempre più appassionati e sempre più atleti si avvicinano a questi tuffi senza dubbio pericolosi, dove pancia e viso devono entrare in acqua prima dei piedi o della schiena.

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