Per tre volte al richiamo “camerata Giampiero Todini”, una ventina di uomini schierati aveva alzato il braccio. Ora tutti i partecipanti al saluto romano al funerale del docente universitario avvenuto il 2 settembre a Sassari, risultano indagati dalla Procura sassarese.

La notizia è riportata da La Nuova Sardegna. Si tratta di 23 persone, identificate dalla Digos grazie ai video girati all’esterno della chiesa. Secondo quanto scrive il quotidiano sardo sarebbe solo l’inizio in quanto l’indagine della Procura di Sassari prosegue e potrebbe allargarsi. In Procura c’è un fascicolo aperto e ci sono ipotesi di reato per i funerali dell’assistente ordinario di Storia del diritto italiano all’Università di Sassari. Tra gli indagati anche il figlio del defunto, Luigi Todini, esponente di Casapound.

“Sono sereno, non ho ancora ricevuto nessuna notifica di atti dalla Procura ma penso che dopo gli esposti e il clamore mediatico che la vicenda ha avuto a livello nazionale, l’apertura di un fascicolo di indagine sia un atto dovuto – dice all’Ansa -. Ho fiducia nella magistratura anche perché ritengo di non aver commesso alcun reato. Come ha stabilito una recente sentenza della Cassazione – sottolinea – il saluto romano fatto come commemorazione funebre non è reato”. Il figlio del docente ha già spiegato di aver organizzato le esequie in stile mussoliniano per esaudire l’ultimo nostalgico desiderio del padre. 

Il saluto romano aveva suscitato polemiche su Facebook ed era diventato virale con quasi 23mila visualizzazioni. Le immagini erano state postate da una consigliera comunale del centrosinistra di Sassari, Lella Careddu, che aveva aggiunto un suo commento: “Nella nostra città, sul sagrato di una chiesa, senza vergogna. Fascisti sdoganati. Poi dite che son fissata”. Todini era stato insignito dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica ed era anche diventato Commendatore.

“Quello che è successo a Sassari è un atto di apologia del fascismo assolutamente intollerabile e inaccettabile. Io spero che i responsabili siano immediatamente identificati e che rispondano di quello che hanno fatto nelle sedi competenti”, aveva commentato Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale della Sardegna. “Credo che sia anche il frutto di questo stato di intolleranza che sta diffusamente attraversando la nostra nazione. Questi rigurgiti non possono essere minimamente tollerati”. Sempre su Facebook, nel giorno della morte, il figlio del docente scomparso, Luigi Todini, candidato al Senato per CasaPound Italia alle ultime elezioni politiche, scriveva, tra l’altro: “Conserverò e farò tesoro di tutti i tuoi insegnamenti, cercando umilmente di ricalcare le tue orme, nello Stile di vita e nella passione Ideale, perché per me sei stato un padre, un fratello, un camerata in tante battaglie. Non è un addio, ma un arrivederci”.

Solo ieri un altro episodio similie. A Catanzaro i funerali di Ferdinando Giardini, detto “Nando”, morto giovedì scorso, si sono conclusi con un saluto fascista con lo scopo di rendere omaggio ad un personaggio che è stato un esponente storico della Destra in Calabria e che fu tra i fondatori del Movimento sociale italiano. Per tre volte, nel momento in cui il feretro usciva dalla chiesa, i partecipanti hanno risposto “presente”, con tono militaresco, al grido “Camerata Nando Giardini”, come prevede un rituale ormai consolidato in occasioni simili.

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