Bello e tormentato. Come l’eroe romantico di un classico della letteratura ottocentesca. Ricordi? di Valerio Mieli in concorso alle Giornate degli Autori sembra cucito addosso agli occhi grandi e al talento cristallino di Luca Marinelli. Eppure l’attore romano ama vivere il suo presente, con coraggio. “Vedermi per quello che sono ora mi serve per andare avanti, benché i ricordi naturalmente sono parte di me”. Quel “me” è duplice, da una parte riferito a se stesso, ma soprattutto a quel “lui” senza nome che è il protagonista maschile del secondo lungometraggio di Mieli, tra i rari casi italiani di cineasti coltissimi e non unicamente concentrati dentro a uno schermo, grande o piccolo che sia.

Il suo esordio Dieci inverni conta quasi 10 anni, nel frattempo Valerio ne ha scritto il romanzo, studia e fotografa la vita e la Memoria. Certamente Ricordi? nasce e si sviluppa come evoluzione di questa sua personale ma anche filosofica esplorazione dello scorrere temporale, delle relazioni fra passato, presente e futuro, in altre parole sul senso stesso del vivere. “Ricordi? è un film pieno di dubbi, che sono gli stessi maturati nella percezione della nostra vita. Il mio obiettivo era mostrare la temporalità mescolata, non so se ci sono riuscito”. Costituito da una coppia di giovani che s’innamorano e vivono una lunga storia di sentimenti intensi, Ricordi? mostra i suoi personaggi attraverso i loro lampi di memoria che si frammentano e accumulano con la coerente irrazionalità dell’umana percezione. Visivamente ardito ma privo di artifici visivi per separare il passato dal presente, il film potrebbe appartenere a qualunque epoca così decontestualizzato nel suo concentrarsi sull’universo di lui & lei, che siamo un po’ tutti e ciascuno.

“All’inizio ci siamo intrecciati il cervello, perché davvero non sapevamo come farlo questo film” confessa Marinelli a cui fa eco la giovane Linda Caridi interprete di “lei”. “Ma poi Valerio ci ha aiutato in una mappatura condivisa permettendoci di trovare le nostre chiavi d’accesso”. I due personaggi, all’inizio, sono oppositivi: se Lui vive nell’incubo del suo passato traumatico di cui è prigioniero, Lei vive e sorride unicamente al presente. È l’incontro/scambio fra i due a creare l’equilibrio, ma questo non significa che sarà amore per sempre. “Finale aperto? Chissà.” scherzano regista e attori. E c’è anche un po’ di autobiografia di Mieli che “mi riconosco nel personaggio di Luca ma ora, per fortuna, mi sono rasserenato, ho imparato anche a vivere nel presente”. La bella notizia di Ricordi? – ancora alla ricerca di un distributore italiano per l’uscita nelle sale nazionali – è che ad oggi è il film italiano della seconda metà del 2018 più richiesto a livello internazionale. E con merito.

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