Nicola Zingaretti lancia la sua corsa alla segreteria del Partito democratico. E lo fa lanciando qualche critica velata all’attuale – e precedente – classe dirigente: “C’è un immenso bisogno di nuovi protagonisti, di una dimensione collettiva della politica e di leader che sappiano guidare una comunità producendo sintesi tra diversità e poi decidere”, scrive il governatore della Regione Lazio in post sul suo blog sull’Huffington post, in cui dà un appuntamento ai suoi sostenitori il 6 e il 7 ottobre a Roma. “Faremo un grande incontro, un momento di serietà, impegno e di allegria per ricominciare a inventare il futuro. Incontriamoci come ci si incontra in una grande piazza dei nostri bellissimi comuni quando si ha bisogno di parlare, discutere, mobilitarsi. Poi continueremo con incontri in tutto il Paese”, scrive l’esponente dem in quello che è una sorta di manifesto della sua candidatura.

“Possiamo continuare a lamentarci, dividerci, isolarci fino alla disillusione e all’irrilevanza, oppure possiamo decidere di guardare all’avvenire come al territorio della speranza, della solidarietà, delle opportunità per tutti. Questo a me sembra il cuore del problema: come reagire, cambiare tutto, offrire una speranza all’Italia, all’Europa, al futuro”, è l’incipit del post di Zingaretti. Che attacca l’esecutivo sostenuto da M5s e Lega: “Hanno trasformato il governo di un grande Paese in un’agenzia del dilettantismo e del rancore. Parlano una lingua gonfia di odio e di isterismo, che dice per poi negare di aver detto, che inganna i cittadini, disprezza gli avversari politici, irride la scienza. Indicano capri espiatori per sottrarsi sistematicamente alle loro responsabilità. Con loro l’Italia sarebbe destinata a un ruolo marginale e a un declino inarrestabile. Questo non accadrà perché noi lo impediremo”.

Quindi l’aspirante segretario del Pd fa una sorta di analisi dei motivi che hanno portato alla sconfitta del suo partito. “L’Italia – scrive Zingaretti – in questi anni ha superato una crisi drammatica ma non siamo riusciti a tenere insieme una società coesa e solidale. Questo fa esplodere la rabbia. Sfruttare ai propri fini questa rabbia è immorale, assumere questo come il problema da risolvere è la nostra missione. Non saranno i partiti dell’egoismo e del rancore a ridare una prospettiva a questo grande Paese. Serve un nuovo patto per tornare a crescere garantendo l’equità, la giustizia sociale e il senso di umanità. Serve un nuovo patto per ridurre le disuguaglianze e restituire il futuro alle giovani generazioni”.

Quindi l’invito ai suoi compagni di partito a fare autocritica. “Dobbiamo finalmente affrontare senza reticenze le ragioni delle sconfitte degli ultimi anni e offrire noi soluzioni adeguate, una nostra visione. Il primo passo sarà tornare a incontrarci, in tanti per cercare e trovare insieme le soluzioni e soprattutto le ragioni profonde del nostro stare insieme e del nostro immaginare insieme il futuro. In queste settimane ho incontrato, visto, ascoltato tantissime persone che vogliono reagire, che rifiutano l’idea di arrendersi, che pensano che la rassegnazione sia un errore e soprattutto un atteggiamento immorale”. Quindi l’appello per la sua convention romana di ottobre: “Venite tutti. Portate passione, idee, fiducia nell’altro, creatività, voglia di lottare. Portate allegria perché sarà indispensabile per affrontare questa sfida complessa, difficile ed entusiasmante. C’è un immenso bisogno di nuovi protagonisti, di una dimensione collettiva della politica e di leader che sappiano guidare una comunità producendo sintesi tra diversità e poi decidere”.

 

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