Il 19 agosto la vita da “cicerone” partirà da dove era iniziata quella da politico, Palazzo Medici Riccardi. Dopo i primissimi ciak, le riprese della serie dedicata alla storia e alle bellezze di Firenze raccontate da Matteo Renzi saranno nel palazzo della Provincia, dove il senatore di Rignano era di casa agli albori della sua carriera. Due giorni, in interna prima di spostarsi in piazza Duomo, che è stata affittata e verrà in parte chiusa anche al passaggio dei pedoni per permettere all’ex presidente del Consiglio di raccontare davanti alla macchina da presa le gesta dei Medici. E sulla piazza si alzerà anche un drone, per effettuare le riprese aeree.

Poi, di settimana in settimana, sfruttando anche i 40 giorni di stop ai lavori parlamentari, Renzi continuerà a spiegare la storia di Firenze nella docuserie attraverso il Corridoio Vasariano, al momento chiuso al pubblico, Santa Croce e Santa Maria Novella. In totale, sono 8 le puntate che il produttore Lucio Presta dovrà cercare di piazzare in Italia e all’estero. Per quanto riguarda il mercato interno, il network maggiormente interessato al Renzi-cicerone è Mediaset. La trattativa prosegue da settimane e pare sia a un passo. La docuserie potrebbe andare in onda già durante il prossimo inverno.

Ma Presta si sta muovendo anche all’estero, alla caccia di tv e piattaforme interessate alla nuova veste dell’ex premier, quella di guida turistica, in un ritorno alla tv dopo l’apparizione come concorrente a La ruota della fortuna nel 1994. La serie, nelle intenzioni di Renzi, avrebbe non solo un fine economico ma anche, come riporta il Corriere della Sera, quello di “rafforzare la visibilità all’estero, dove, anche grazie alla rete costruite nei mille giorni a Palazzo Chigi, viene spesso chiamato a tenere conferenze“.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Attacco speculativo dei mercati? Di Maio non condivide la previsione di Giorgetti: “Non vedo rischi e non siamo ricattabili”

prev
Articolo Successivo

No Tav, Perino: “I 5 stelle? A parte i proclami non hanno fatto atti formali. Ma non ho preso le distanze da loro”

next