Lo spirito, almeno nelle intenzioni, sarà quello del dialogo con tutti e quindi anche quello con i nemici storici. Il Partito democratico ha rivelato il programma della Festa nazionale dell’Unità a Ravenna e, come anticipato da Repubblica, tra gli invitati che hanno accettato di confrontarsi con i dirigenti Pd ci saranno anche il 5 stelle Roberto Fico e il leghista Giancarlo Giorgetti, rispettivamente presidente della Camera e sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ma non sono i soli ospiti a saltare all’occhio: ci sarà anche la berlusconiana e presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, poi tornano i rappresentanti dei sindacati (da Susanna Camusso a Carmelo Barbagallo) e pure l’ex segretario Matteo Renzi o l’ex ministro Marco Minniti.

A rivendicare una festa “inclusiva” è stato lo stesso Maurizio Martina, il segretario che tra sconfessioni e drammi interni sta guidando il partito nel post Renzi. Significativa in questo senso la presenza del grillino Fico: come confermato a ilfattoquotidiano.it, dopo il rifiuto di Luigi Di Maio la terza carica dello Stato sarà il 3 settembre sul palco della Festa per confrontarsi con Graziano Delrio, capogruppo a Montecitorio ed ex ministro con cui i 5 stelle si sono più volte scontrati in passato. E’ un dibattito che in tanti leggono come una riapertura del dialogo là dove si era interrotto durante la formazione del governo: l’ipotesi di fare un’alleanza Pd-M5s venne sconfessata e fatta naufragare in diretta tv da Matteo Renzi in persona, ma dietro le quinte i contatti erano avviati e consistenti da settimane. Lo scenario di un nuovo tavolo di lavoro tra le parti, che al momento sembra essere così inverosimile, in realtà potrebbe farsi di nuovo avanti se le acque dovessero agitarsi tra Lega e 5 stelle. La scelta di Fico poi non è un caso: a lui informalmente Sergio Mattarella chiese di lavorare al dialogo tra le due parti e sempre lui è l’esponente dei grillini che più si fa notare per le dichiarazioni che guardano a sinistra (prima di tutto sui migranti).

Se da un lato quindi i 5 stelle fanno il grande ingresso a una festa nazionale del Pd, dall’altro ci sarà anche per l’occasione il sottosegretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti. Un leghista in casa dei democratici non fa più rumore della berlusconiana Casellati. Ma di sicuro, l’evento che anticipa l’apertura dei lavori del Parlamento, sarà un banco di prova per il dialogo tra governo e opposizione. E non solo.

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