Meno problemi di “sicurezza“, maggiore “flessibilità” nella scelta di giorno e fasce orarie, contrasto ai tour operator truffaldini che speculano sui biglietti. La svolta del ministro della Cultura Alberto Bonisoli – che ieri ha spiazzato l’opposizione annunciano lo stop alle domeniche gratis nei musei – sembra piacere ai direttori delle gallerie d’arte. “Elimineremo le domeniche gratuite. Andavano bene come lancio pubblicitario”, ha detto Bonisoli il 31 luglio, promettendo maggiore “libertà dei direttori”. Una libertà che piace ai manager della cultura: dal direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, ad Anna Coliva della Galleria Borghese.

Schmidt: “Così si contrasta la speculazione” – L’ingresso gratis ai musei ogni prima domenica del mese è “stata una straordinaria intuizione e opportunità” ha detto in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, il direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, facendo riferimento alla regola introdotta dal precedente ministro della cultura Franceschini. Ma bisogna “rivederne finalità e organizzazione, perché è venuto meno lo spirito di partenza”. Soprattutto, è diventata una speculazione: “Ci siamo accorti che ci sono persino tour operator che aspettano la domenica di ingresso gratis per accompagnare le comitive e far pagare lo stesso il biglietto ai turisti stranieri più distratti” è stata la denuncia di Schmidt. Il cambio di strategia piace soprattutto perché non influisce in “alta stagione”, quando il flusso di visite è abbondante e non ha senso la gratuità come incentivo. Per il direttore avrebbe senso “introdurre forti sconti” in bassa stagione, “per dare maggior valore a tutto”, mentre “la gratuità la riserverei per eventi eccezionali”. Schmidt spiega che in questo modo è possibile realizzare “il mio sogno”: “Introdurre l’ingresso gratis in onore dell’Elettrice Palatina, morta il 18 febbraio, visto che è la donna a cui dobbiamo la permanenza a Firenze dell’immenso patrimonio degli Uffizi“.

Hollberg: “Domeniche gratis ci creano problemi di sicurezza” – Una posizione che trova terreno fertile anche dalle parti della Galleria dell’Accademia di Firenze. La direttrice del museo che custodisce il David di Michelangelo, Cecile Hollberg, interpellata dal Corriere della Sera si dice favorevole ad abolire le domeniche free. “Ci sono gallerie prese d’assalto e altre no”, per chi ha tante visite è difficile “gestire con il personale a disposizione” il numero di turisti che assedia le opere. Con tanto di problemi per la “sicurezza” dati dal “troppo affollamento” e “spazi troppo stretti”. La gratuità è “uno stimolo per coloro che non frequentano i musei e un buon viatico per le strutture impopolari“. Quindi ben venga una maggiore flessibilità.

 Coliva: “Meglio la flessibilità sul giorno e sull’orario” – E la maggiore flessibilità è benedetta anche da Anna Coliva della Galleria Borghese a Roma che definisce la proposta “sensata”, le domeniche gratis nelle grandi città d’arte non “tolgono o aggiungono nulla: il contributo dell’iniziativa è nullo”. Secondo Coliva “dopo l’introduzione di questa novità” si fa fatica comunque a “far tornare al museo il pubblico del territorio circostante“, perché per quanto riguarda i romani “le loro abitudini non sono cambiate”. Ma gli ingressi gratuiti non vanno eliminati. È opportuno che l’iniziativa sia “gestita direttamente dal responsabile del museo” che ha così modo di scegliere “giorno e fasce orarie“, in momenti storicamente di magra. Gli italiani, poi, sono un popolo complicato, per loro – a differenza degli inglesi che godono di musei sempre gratis – il total free non piace: “Buona parte pensa che se una cosa è a costo zero allora vuol dire che non ha valore e non merita di essere vista”.

Le reazioni politiche e le accuse a Bonisoli
“A novembre chi va a Pompei? Magari a novembre apriamo gratis anche tutte le domeniche”, ma perché farlo ad “agosto con migliaia di stranieri?”, è stata la spiegazione del ministro che ha polemizzato con i parlamentari che lo hanno attaccato senza ascoltare l’audizione in cui dava conto delle motivazioni. La prima reazione polemica è stata dell’ex reggente dello stesso dicastero Franceschini – “Eliminare questa abitudine, buona, per una discontinuità politica è molto grave” – ma anche il Pd Graziano Delrio che ha rivendicato il “grande successo. In 4 anni, ogni prima domenica del mese, circa 14 milioni di persone hanno visitato gratuitamente le collezioni d’arte e i parchi archeologici dello Stato”.  Mentre Maurizio Gasparri ha attaccato invitando il ministro Bonisoli ad andare “almeno una volta nella vita a Londra” dove “la National Gallery, uno dei più importanti musei del mondo, è ad accesso gratuito. Pertanto gli stranieri non si meraviglierebbero affatto di una possibilità di fruizione gratuita del nostro patrimonio artistico e culturale”. “Ho ascoltato i direttori sulle domeniche gratuite” registrando la necessità di “superale”, ha spiegato invece il ministro Bonisoli. Un giudizio unanime che trova riscontro nelle dichiarazioni dei manager rilasciate oggi.