“Noi abbiamo scelto in base alle competenze. Diciamo no ai raccomandati nella Rai e nella pubblica amministrazione e largo alla meritocrazia. Ma come si fa a dire che sono persone mie o di Salvini?”. Così il vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista al Corriere della Sera risponde alle critiche sulle nomine “da manuale Cencelli” nella tv pubblica e in Cassa depositi e prestiti. Quanto alle principali promesse contenute nel contratto, flat tax e reddito di cittadinanza, “ancora li dobbiamo conoscere i vincoli di bilancio. Ma deve essere chiaro che reddito di cittadinanza e flat tax insieme all’abolizione della legge Fornero sono emergenze sociali. Si devono realizzare”, “prima possibile. Anzi, subito“.

Nomine: “Abbiamo scelto in base alle competenze per il bene del Paese” – “Se qualcuno riesce a dimostrare che ho incontrato Salini o Foa prima degli ultimi 15 giorni, allora lei ha ragione. Ma non è così”. Quanto alla scelta di Fabrizio Palermo, già direttore finanziario di Cdp, come nuovo amministratore delegato dell’ente che gestisce i risparmi postali, “si è meritato la nomina per quanto ha fatto in Cdp, per le sue capacità”. In generale, “Abbiamo premiato le capacità per il bene del Paese“.

“Tav va ridiscussa e in caso di revisione non ci sono penali. Sul Tap sentire le comunità” – Il leader M5s parla anche dei dossier della vendita dell’Ilva e della realizzazione di tav e gasdotto Tap. “Su Ilva come sapete l’Anac ha riscontrato diverse criticità nella gara di affidamento e noi vogliamo verificare tutto. Il piano ambientale-occupazionale non è soddisfacente. Ci vorrà tempo, ma vogliamo accertare la verità e agire nella legalità”. Tav e Tap per il ministro dello Sviluppo e del Lavoro sono “opere non in correlazione“: “la Tav è nel contratto di governo e c’è scritto che va ridiscussa e il ministro Toninelli a breve incontrerà il suo omologo francese proprio per ripensare un progetto ideato 30 anni fa e non ci sono penali in caso di revisione. Mentre sul Tap, bisogna ascoltare le comunità“, “parlare con il sindaco di Melendugno e con i cittadini”.

“Non vedo incomprensioni con Tria. Vincoli di bilancio? Li dobbiamo ancora conoscere” – Per quanto riguarda flat tax e reddito di cittadinanza, “sono emergenze sociali. Si devono realizzare”, “prima possibile, Anzi, subito”. E i vincoli di bilancio? “Ancora li dobbiamo conoscere”. Di Maio nega poi incomprensioni con il titolare dell’Economia Giovanni Tria: “Non vedo incomprensioni, c’è un contratto di governo ed è quello che dobbiamo seguire”.

“Sul Decreto dignità fake news, aspettare testo finale. Stime Inps sui posti a rischio? Da sfera di cristallo” – Sul primo provvedimento simbolo del suo ministero, il decreto Dignità, Di Maio conferma che al momento non è sua intenzione chiedere la fiducia: “Abbiamo favorito il dibattito in Commissione e se lo spirito rimarrà questo, quello di un dibattito franco senza ostruzionismo tra visioni opposte, non vedo perché mettere la fiducia. Certo, se poi spuntano 2000 emendamenti voluti dalle lobby del gioco d’azzardo, cambia tutto. Ma non credo”. E risponde alle critiche degli imprenditori: “Le imprese sono spaventate da una campagna di fake news. A loro voglio dire di aspettare il testo finale prima di giudicare”. Il decreto è in vigore dal 14 luglio, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, ma è stato già modificato durante il passaggio in commissione alla Camera e ulteriori aggiustamenti sono attesi in aula. Per esempio, spiega Di Maio, “stiamo inserendo incentivi per assumere a tempo indeterminato gli over 35“. Quelli per gli undere 35 introdotti dal governo Gentiloni sono stati prorogati al 2019 e 2020.

Anche la stima Inps di 8mila posti a rischio per mancato rinnovo dei contratti a termine, secondo il ministro, “ha più a che fare con la sfera di cristallo che con un dato reale”. Nuovo attacco al presidente Tito Boeri, dunque. Che però Di Maio ha incontrato proprio ieri perché “siamo al lavoro su tanti altri dossier” e “finché sarà il presidente dell’Inps è il mio interlocutore istituzionale”.