Il marito dell’ex ministra (Mem): Ciao, come stai?

La famosa giornalista progressista (Fgp): Ciao, benissimo! Sono appena tornata da un festival stre-pi-to-so! A Ischia, sai. Quel bel festival con tutta quella bella gente. Molto interessante.

Mem: Ah, sì pensa che io ho avuto una casa a Capri per 30 anni e non ho mai messo piede a Ischia. Anzi, no, una volta ci sono capitato a fare un bagno.

Fgp: Beh anche Ischia è bellissima, ci sono andata per anni. A parte il festival, naturalmente.

Mem: E poi dove sei stata?

Fgp: Poi sono andata a Stromboli. Sono appena tornata. È sempre bellissima Stromboli.

Mem: Pensa te, noi appena tornati da Filicudi. Abbiamo una casa anche là. Ma non se ne occupa mai nessuno. Meno male che sono andato io. Tutte le mattine c’era una pioggerella e ho dovuto pensare a sistemare il tetto; un sacco di infiltrazioni. Ma tu hai una casa a Stromboli?

Fgp: No, no, ero in affitto.

Mem: Meglio. Le case, meglio non averle. Meglio andare in affitto. Oppure, meglio ancora, essere ospitati da qualcuno. Quando io morirò non so proprio chi si occuperà delle nostre case. Mia moglie non pensa a niente. A niente! Non sa neanche di averle ‘ste case. Perché si comprano, proprio non lo so.

Fgp: Beh, si comprano così quando i figli sono grandi hanno un posto dove andare a passare il tempo. Non possono mica rimanere sempre insieme a noi.

Mem: Sì, capirai. Mia figlia pensa solo a quel cretino del fidanzato che la fa soffrire e poi viene a confidarsi con me. Ma ti pare che una figlia va dal padre a parlare dei cazzi suoi col fidanzato? Dovrebbe andare dalla madre, no? Ma figurati se va dalla madre a parlare. Quello stronzo la lascia e la riprende da un anno. Eppure mia figlia ha un sacco di ragazzi che le girano attorno. Niente. Pensa solo a quello. Alla fine dovrò menargli. Vabbè che c’ha 23 anni e fa kickboxing, quindi in caso mi mena lui.

Fgp: I figli danno sempre problemi.

Mem: Eh sì. Non quanto le case, ma insomma.

Nota bene
Dialogo reale della domenica in un bar del centro storico di Roma che, meglio di ogni considerazione politica, spiega il trionfo dei cosiddetti partiti populisti nella società reale italiana