Il Ministro dei Trasporti tedesco Andreas Scheuer, facendo seguito alle indagini svolte nelle scorse settimane, ha disposto il richiamo ufficiale di 774 mila veicoli Mercedes-Benz in tutta Europa. Decisione presa a causa della presenza di “defeat device” illegali in grado di alterare il livello di emissioni durante i test di omologazione. Un’accusa molto simile a quella che nel 2015 coinvolse il gruppo Volkswagen nell’ormai tristemente famosa vicenda Dieselgate.

Il provvedimento riguarda soprattutto i modelli del van Vito equipaggiati dal 1.6 diesel di derivazione Renault, nonché alcune versioni diesel della berlina Classe C e del suv GLC. “Il software illegale trovato in questi veicoli verrà rimosso nel più breve tempo possibile, con trasparenza e in collaborazione con le autorità“, ha dichiarato lo stesso Scheuer.

I due casi sembrerebbero però diversi: il dispositivo trovato nel Vito, già colpito da precedenti richiami per questo, non sarebbe in grado di riconoscere la condizione di test di omologazione escludendo di conseguenza il trattamento dei gas di scarico. Si tratterebbe invece di un congegno di spegnimento totale, utilizzato per la protezione del motore. Comunque non regolare e passibile di richiamo, ma non di multa perché non presuppone la volontà di truffare aggirando le regole.

Comunque sia l’ombra del Dieselgate non accenna a svanire e, anzi, continua ad allungarsi sull’Europa dell’auto. Che nella fattispecie si legge Germania: dopo le perquisizioni della scorse settimane in Bmw e le autorità tedesche che indagano sul numero uno di Audi Rupert Stadler nonché su altri top manager (ex e attuali) del gruppo Vw, ora è la volta di Daimler.

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