Gli italiani vogliono più collaborazione tra le generazioni. È il risultato dell’indagine condotta a fine maggio da AstraRicerche e presentata venerdì a Milano nel meeting organizzato dalla Fondazione Prioritalia. Secondo il 74% degli intervistati “per avere una vera crescita economica serve il contributo (idee, impegno, valori) di ogni cittadino e quindi anche del mio”. La ricerca sfata il tormentone degli ultimi anni sul conflitto intergenerazionale e mostra che gli italiani ritengono scarsa a livello economico e sociale la collaborazione tra le diverse fasce anagrafiche della società.

I 20-40enni, emerge dalla ricerca, sono ritenuti dagli italiani aperti al cambiamento nella società e fondamentali per il successo dell’Italia, anche se in negativo si ritiene che pensino ognuno a se stesso più che al bene di tutti. Ai 50-65enni gli italiani attribuiscono etica e valori forti e una buona preparazione per il mondo del lavoro. E ai pensionati si riconosce voglia di fare e di essere ben preparati per dare ancora un contributo nella società. Quasi assenti, inferiori al 10-15%, sentimenti reciproci come critica e invidia per il periodo nel quale sono nati o per come vivono. L’unico minimo “conflitto” generazionale che emerge dalla ricerca è quello tra under 40 e 50-65enni, dove i più giovani vedono i meno giovani meno positivamente di tutte le altre generazioni in varie dimensioni.

Per quanto riguarda le innovazioni, altro ambito dell’indagine, quella ritenuta più urgente riguarda il maggior utilizzo degli strumenti digitali nella Pubblica amministrazione. Un cambiamento considerato positivo da più di 4 italiani su 5 e fondamentale per più della metà di loro. Curioso che a sostenere con maggiore forza questa innovazione siano le persone adulte o anziane (tra i 60-75enni il ‘molto’ raggiunge il 58%) rispetto ai più giovani.

Meno forte ma comunque ampiamente maggioritario il consenso per le innovazioni in ambito scolastico, come il superamento delle lezioni frontali a vantaggio di un modello partecipativo, con quasi sette italiani su dieci  ‘molto’ o ‘ abbastanza’ a favorevoli. Valori simili per le innovazioni nelle curie sanitarie e nella mobilità, come il car sharing, quest’ultima sostenuta con maggior forza nei centri sopra i 30mila abitanti, con un picco non tra i giovanissimi ma tra i 40-49enni e tra le donne. Tra le innovazioni proposte una delle più deludenti a livello di risultati è quella delle relazioni tramite comunità on line come i social network: neanche uno su sei le ha indicate come davvero utili e positive, mentre per il 39% lo sono abbastanza. A riconoscere maggiore valore alle comunità virtuali sono i più giovani.