MONTPARNASSE: FEMMINILE SINGOLARE di Leonor Serraille. Con Laetitia Dosch, Souleymane Seye Ndiaye, Nathalie Richard. Francia 2017. Durata: 94’ Voto: 4/5 (DT)

Una ragazza sui trent’anni, ferita alla fronte, sbraita sul pianerottolo davanti alla porta di un appartamento, poi si accascia. Si risveglia in ospedale, racconta a un infermiere il momento difficile con l’amante più grande di lei, sembra comicamente un po’ fuori di testa. Agguanta borse, scatole, una gatta, e comincia a girare per la metropoli parigina alla ricerca di un lavoro, di un angolo dove dormire, di umanità. Se ce l’ha fatta fino a quel momento c’è da stare certi che riuscirà a farcela sempre e ovunque. Finissimo e vivace mosaico di accadimenti spontanei, casuali, imprevedibili, buffi, tremendi, in modalità tranche de vie urbana libera e libertaria, innervati addosso alla protagonista, graziosa nella sua svagatezza ma mai abbattuta da ostilità altrui o eventi negativi.

Andamento da montagne russe, accelerazioni e rallentamenti tra inquadrature e nel montaggio, per un ritratto di donna delicato e gentile, mai arenato sull’eccentricità della protagonista o ammiccante sul suo possibile fascino estetico, bensì attento a rendere cinematograficamente attraente quel suo ondeggiato e indefinibile collocarsi sociale e sessuale, lavorativo e psicologico, in mezzo alla giungla contemporanea. In originale risulta il più concreto ed esistenziale Jeune Femme, ma anche con un titolo farlocco è comunque una sorpresa che scalda il cuore. La Dosch è un monumento alla recitazione fluida e disinvolta. Las Vegas Tango di Gil Evans è un preziosissimo standard jazz che taglia e cuce il ritmo del racconto. La solita frase fatta: un film del genere in Italia non lo sappiamo fare.

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