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Governo 5stelle-Lega, non sono un ribelle. Ecco cosa penso davvero del contratto

Governo 5stelle-Lega, non sono un ribelle. Ecco cosa penso davvero del contratto
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Gli amici del Fatto Quotidiano in un articolo mi hanno inserito tra i “ribelli” di Palazzo Madama. Noto che sono in ottima compagnia data la stima che nutro verso colleghi come Nicola Morra. Tuttavia, proprio come scritto in precedenza e riportato dall’articolo, io ero favorevole “a trovare un dialogo e stipulare un contratto per il bene dell’Italia che è superiore ad ogni logica di bottega”. Ed è proprio quello che abbiamo fatto noi, anteponendo il bene del Paese a qualsiasi convenienza personalistica, l’antitesi di ciò che ha fatto Matteo Renzi. Quindi io ero e resto contrario ad alleanze come spiegato in passato ma ero e sono favorevole a un contratto che è un’innovazione assoluta nel quadro politico italiano.

Come ho spiegato questo fine settimana ai vari gazebo e banchetti a cui ho partecipato, sono molto fiducioso verso questo governo nascente che in potenza può risultare il migliore della storia repubblicana. Perché affermo questo?

Mi riferisco ai punti cardine del contratto (no alleanza, restiamo forze politiche alternative!) come il reddito di cittadinanza, l’acqua pubblica, il superamento della legge Fornero, la posizione sulla Tav, il daspo per i corrotti e l’agente provocatore, la rinegoziazione del trattato di Dublino e la fine dell’ostracismo verso la Russia che è costato alle nostre piccole e medie imprese circa 4 miliardi di euro.

Certo tutto è perfettibile e alcuni punti come la flat tax e l’asilo nido solo per gli italiani sono opinabili. Ma questo governo, già prima di partire ha il notevole merito di:

1) aver lasciato affogare politicamente Silvio Berlusconi, perché negli ultimi 25 anni ogni qualvolta l’ex cavaliere stava per affondare qualcuno da sinistra gli ha lanciato un salvagente politico. Noi, invece, siamo stati coerenti fino alla fine.

2) questo governo spinge nell’angolo e dietro la lavagna il pinocchio Matteo Renzi che aveva promesso che se avesse perso il referendum istituzionale delle “riforme” (o meglio schiforme come giustamente etichettate da Marco Travaglio) avrebbe lasciato la politica e si sarebbe dedicato a vita privata. Invece lo vedo ancora aggirarsi nelle stanze di Palazzo Madama, in quel Senato della Repubblica che egli stesso voleva abbattere.

3) in questo governo non ci sarà nessun condannato o indiziato per reati gravi: è la prima volta nella Storia della Repubblica.

Quindi, dopo la lettura del contratto definitivo ogni italiano che aneli davvero il cambiamento deve avere fiducia e sostenere questo coraggioso tentativo.

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