Sulla montée de marche di Cannes era arrivata vestita di nero, con il pugno alzato in segno di vittoria e un sorriso quasi sereno. Salita sul palco per premiare la migliore attrice dal viso di Asia Argento, che l’ottobre scorso denunciò di essere una delle vittime dell’ormai ex produttore Harvey Weinstein, è sparito il sorriso e ha iniziato a parlare. “Nel 1997 sono stata stuprata da Harvey Weinstein qui a Cannes. Avevo 21 anni. Questo festival era il suo territorio di caccia. Voglio fare una previsione: Harvey Weinstein non sarà mai più benvenuto qui. Vivrà in disgrazia, escluso dalla comunità che un tempo lo accoglieva e che ha nascosto i suoi crimini. E perfino stasera, seduti tra di voi, ci sono quelli che ancora devono essere ritenuti responsabili per i loro comportamenti contro le donne, che non sono accettabili in questo settore. Sapete chi siete. Ma soprattutto noi sappiamo chi siete. E non vi permetteremo più di farla franca”.

 

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Il Dogman Marcello Fonte dalle lamiere di una baracca agli applausi di Cannes: “Non ho preso subito il premio per godermelo di più”

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