Se ne parlava da giorni ma ora è arrivata l’ufficialità da parte dell’Epa, Agenzia per la protezione dell’ambiente americana: la road map fissata dall’amministrazione Obama riguardo ai limiti alle emissioni degli autoveicoli “non è adeguata”, perché prevede standard “troppo elevati”.

Sarà la stessa Epa ad effettuare una revisione delle regole già stabilite, fissandone di più permissive nei prossimi mesi. Per la soddisfazione dei costruttori, la cui attività di lobbying in questi anni è stata incessante e ha trovato nello staff di Trump un terreno più che fertile. A cominciare dal capo dell’Epa: il negazionista dei cambiamenti climatici Scott Pruitt, il quale ha dichiarato che lavorerà insieme alla NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) per cambiare le regole del gioco.

Nel mirino ci sono gli standard CAFE (Corporate Average Fuel Economy) elaborati nel 2011, che stabilivano uno progressivo taglio dei consumi e delle emissioni negli anni successivi fino ad arrivare all’obiettivo ambizioso che obbligava i costruttori a offrire modelli in grado di consumare mediamente un gallone di carburante ogni 54,5 miglia. Ovvero poco più di 4,3 litri ogni 100 chilometri. Il tutto, per vetture immatricolate nel triennio 2022-2025. Troppo, evidentemente, per un’industria che della tutela ambientale in fondo non si è mai preoccupata più di tanto.

Le nuove regole, tuttavia, non ancora nate fanno già discutere. La California, tramite il potente CARB (California Air Resources Board), ha già fatto sapere che intende proseguire sulla strada tracciata da Obama mantenendo i limiti più restrittivi, forte dei principi fissati dal Clean Air Act. E sarà certamente seguita da altri stati federali.

Un manipolo di “ribelli” contro i quali l’Epa sta già studiando contromisure: ” fisseremo uno standard nazionale per le emissioni di gas serra che permetta ai produttori di realizzare auto che le persone possano sia volere sia permettersi, espandendo ulteriormente i benefit ambientali e di sicurezza delle auto più nuove”, ha dichiarato Pruitt.

Quella che si profila all’orizzonte, dunque, è una lotta intestina. Un braccio di ferro tra gli uomini di Mr. President e un gruppo di stati guidati dalla California, che rischia di spaccare in due il mercato americano dell’auto.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista
Articolo Precedente

Arizona, il governatore mette fine ai test di guida autonoma: “sono un fallimento”. E Uber si ritira anche dalla California

next
Articolo Successivo

Svezia, i “miracoli” dell’auto elettrica. Riapre la miniera di grafite dismessa

next