Il video che vi proponiamo di seguito è stato diffuso dalla polizia di Tempe e getta ombra sul tester “umano” che si trovava al posto di guida della self driving car di Uber (un suv Volvo della flotta a guida autonoma del colosso di San Francisco) quando la stessa, nella notte tra domenica scorsa e lunedì,  ha investito uccidendola la 49enne Elaine Herzbeg mentre attraversava a piedi con una bici una strada del sobborgo di Phoenix.

In particolare si tratta delle immagini registrate dalla telecamera di bordo (e di quella esterna), da cui appare chiaro che il 44enne safety driver Rafael Vazquez nei momenti precedenti all’impatto anziché tenere gli occhi sulla strada aveva lo sguardo rivolto in basso, forse al display di bordo.

L’auto viaggiava a 40 miglia orarie (circa 65 km/h) e come si vede prima dello scontro, la cui sequenza è stata tagliata, non vi è alcun segno o accenno di frenata. Che doveva essere effettuata dall’autopilota, o in subordine si presume dallo stesso Vazquez visto che era lì per intervenire in caso di malfunzionamento del sistema. Va detto pure che, come si vede dalle immagini, la donna sbuca all’improvviso da un angolo buio e passa poco più di un secondo tra la sua comparsa e l’impatto stesso.

“Questo video è doloroso da vedere”, ha commenta Uber in una nota, “e i nostri pensieri continuano ad essere tutti per le persone che amavano Elaine. Le nostre vetture continuano a rimanere ferme (tutti i test su strada sono sospesi, ndr) e stiamo aiutando in ogni maniera le autorità”. Che nella fattispecie sono la polizia locale, il National Transportation Safety Board e l’NHTSA, ai quali tocca svolgere congiuntamente le indagini.

La vicenda comunque arriverà sul tavolo del procuratore della contea di Maricopa, il quale probabilmente mai avrebbe pensato di essere il primo a doversi occupare di un caso tanto spinoso, per cui non esiste ancora un quadro normativo a cui fare riferimento.