di Thomas Alberti

***Cose tra gay: Attenzione bambini! Anche gli adulti potrebbero leggere questo post***

Sabato scorso abbiamo assistito a un evento sconcertante: due uomini che danzano assieme a Ballando con le stelle. Non è stato diramato nessun allarme di Stato, il Papa non ha presieduto nessuna riunione d’emergenza e il mio cane non si è nascosto sotto il tavolo, ma per Mario Adinolfi quello che è accaduto è stato un evento catastrofico e pilotato dalle fantomatiche lobby gay e del pro-gender. Ecco le sue parole: “Imbarazzante e grottesco lo spettacolino del povero Raimondo Todaro a Ballando con le Stelle, Zazzaroni prova a dire la verità e viene inutilmente rimbeccato. Il ballo è uomo-donna. Il resto è chiacchierata superficiale e una arrampicata sugli specchi per giustificare l’innaturale”.

Caro Adinolfi, devo ammettere che la mia prima reazione è stata la medesima di Selvaggia Lucarelli, ma poi ho riflettuto sulla tua reazione perché è questo quello che dovrebbero fare le persone mature. Mi sono fatto delle domande del tipo: “Lo fai per una questione di principio o di likes?”, o “Vuoi che la gente segua i tuoi consigli o il tuo profilo Twitter?”.

Non è la prima volta che ti scagli contro la televisione a causa di qualcosa di gay (come quando ti sei scagliato contro la presenza di Ricky Martin e Tiziano Ferro al Festival di Sanremo dichiarando che “Non voglio pagare il figlio di Tiziano Ferro con i soldi del mio canone”) perché secondo te, caro Adinolfi, le cose gay in tv non ci dovrebbero stare e sinceramente non sei l’unico a pensarla così. Certe volte in televisione, infatti, ha vinto l’ignoranza, come quando la Rai fece censurare il bacio gay in Brokeback Mountain, mentre certe altre volte l’ignoranza ha perso, come quando la stessa mamma Rai non fece censurare il bacio gay in “Un medico in famiglia 10” in prima serata.

Non sei l’unico dunque a voler censurare le cose gay in tv. Del resto tra i commenti sui social media c’è sempre una frase che viene ripetuta infinite volte, degna ormai di un copyright internazionale: “Io non sono omofobo/a ma anche i miei figli guardano la tv”. Pare che, per alcune persone, i figli potrebbero rimanere traumatizzati dalla visione di un bacio tra persone dello stesso sesso e io mi domando: ma come fa vostro figlio ad essere traumatizzato di una cosa che non sa nemmeno cosa sia?

E’ un po’ come se io quando ero piccolo fossi andato da mia madre e le avessi detto: “Fare sesso con una donna mi traumatizza!”. Non che il far sesso con una donna mi abbia traumatizzato negli anni successivi, ma era impossibile che la cosa mi potesse traumatizzare quando non l’avevo nemmeno provata. Non vi siete mai domandati se forse quelli traumatizzati siate voi e utilizziate vostro figlio come scusa? Un po’ come quando mio fratello vuole andare a casa perché dice che mio nipote è stanco anche se l’unico ad essere stanco è proprio lui. E’ un po’ come se io fossi traumatizzato da Salvini e dicessi: “Non dovrebbero invitare Salvini in televisione perché anche i miei figli guardano la tv”.

Usiamo i bambini come scusa, ma i bambini hanno solo voglia di conoscere ed imparare.

Un bambino è una spugna ed è una nostra responsabilità fargli capire ciò che è giusto o sbagliato. Come gli abbiamo insegnato che il fuoco brucia, che non si picchiano i bambini a scuola e che mangiare troppa cioccolata fa male, possiamo anche semplicemente insegnargli che nel mondo siamo diversi e ci sono, a differenza di mamma e papà, uomini che amano altri uomini e donne che amano altre donne. Non credo che vostro figlio si rivolgerà mai a voi dicendo: “Mamma cosa stai dicendo?! E’ un peccato mortale!”.

Un bambino non è nato con la concezione che essere gay sia giusto o sbagliato, o che solo una madre e un padre eterosessuali possano fare i genitori. Queste sono tutte concezioni che gli sono state trasmesse dai propri genitori che magari a loro volta hanno subito la stessa educazione errata dai propri genitori.

Tornando a noi, caro Adinolfi, credo che chi ci stia mangiando sopra tutte queste storie non sia la cosiddetta lobby gay, ma sia proprio tu. Hai capito che fare il portatore di odio verso gli omosessuali ti porta like e apprezzamenti. Prima o poi, però, la gente si stancherà anche di te perché il mondo cambia e un giorno le persone avranno una mentalità diversa e, quando arriverà quel giorno, i tuoi tweet pieni di odio saranno un apostrofo scaduto tra le parole “antico” e “aggiornati!”.