Non ricordo molto, ricordo solo la rapina, non la violenza, avevo preso dei funghi allucinogeniSi è difeso così davanti agli investigatori Freilin David Lopez Villa, il colombiano di 25 anni fermato dai carabinieri per la rapina e la violenza sessuale avvenuta lunedì sera in via Chopin, nella periferia di Milano. L’uomo, residente in città, è stato bloccato dai militari durante la notte dopo che le vittime lo avevano riconosciuto grazie ad alcune foto pubblicate su Facebook. Gli investigatori ieri avevano ritrovato l’auto rubata alla coppia di fidanzati aggrediti ed erano sulle sue tracce. Il pm Luca Gaglio, titolare assieme all’aggiunto Maria Letizia Mannella dell’inchiesta condotta dai carabinieri, ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.  Il 24enne colombiano attende ora l’interrogatorio del gip.

Il ragazzo ha precedenti per minaccia e porto abusivo di coltello, ma non ha reati specifici e non appartiene a gang di latinos. Gli investigatori lo hanno individuato grazie alla localizzazione del cellulare della vittima, che Villa aveva inizialmente spento e che successivamente ha acceso lasciando una traccia nelle celle telefoniche. I militari, che lo conoscevano già, lo hanno trovato stanotte in un giardinetto nei pressi dell’Ortomercato: al momento del fermo, ha detto agli investigatori di ricordare soltanto i momenti della rapina e non di aver violentato la ragazza, perché quella sera nel parco là vicino aveva preso dei funghi allucinogeni. La pistola giocattolo usata per minacciare i due ragazzi è stata trovata invece in una fioriera. Fondamentale per l’individuazione è stata anche la descrizione fornita dalle vittime che ricordavano il colore e la fantasia degli abiti (compreso un cappellino mimetico e una felpa con inserti catarifrangenti) e i grossi anelli che indossava. Gli indumenti sono stati poi ritrovati a casa di alcuni parenti da cui ha passato la notte e si è cambiato. Il giovane, irregolare e i cui genitori vivono in Colombia, viene descritto come un “balordosenza una fissa dimora, che veniva alcune volte ospitato dalla sorella.

L’aggressore, descritto come un sudamericano dalle vittime, era scappato con la Fiat Punto del 22enne, preso a schiaffi e minacciato con un’arma che non è ancora stato chiarito se fosse da fuoco o da taglio. Ascoltati singolarmente i due ragazzi hanno descritto la stessa scena, lo stesso volto, la stessa paura. I due studenti avevano parcheggiato in fondo a via Chopin, in zona Ripamonti, in un punto dove il 4 giugno 2005 un’altra coppia fu assalita da un gruppo di romeni. L’aggressore ha sorpreso i fidanzati, puntando l’arma si è fatto consegnare il cellulare e i portafogli, poi ha insistito perché andassero assieme a un bancomat per prelevare altri contanti. Di fronte alla loro resistenza ha ordinato di scendere dall’auto: il ragazzo è stato colpito con alcuni schiaffi al volto e lì, immobilizzato dalla paura, ha assistito alla violenza della sua compagna, 19 anni. Pochi minuti dopo il sudamericano è salito sulla Punto e li ha abbandonati in strada. Hanno attraversato una piccola area verde a piedi per raggiungere la fermata dell’autobus dove altri passeggeri, vedendoli coperti solo dalle giacche hanno chiamato i carabinieri.