Proseguono le indagini per dare un volto e un nome all’uomo che lunedì sera ha aggredito una coppia di fidanzati, li ha rapinati e ha abusato della ragazza. Ci sono elementi importanti – secondo quanto riporta l’Ansa – per la sua individuazione. I carabinieri mantengono il riserbo, ma trapela un certo ottimismo sugli sviluppi del caso. A partire dal ritrovamento dell’auto dei due giovani, sorpresi in una zona isolata, mentre erano appartati. Lo sconosciuto, descritto come un sudamericano, è scappato con la Fiat Punto del 22enne, preso a schiaffi e minacciato con un’arma che non è ancora stato chiarito se fosse da fuoco o da taglio. Su quella vettura si concentra l’attenzione degli investigatori, convinti che possa essere la chiave per incastrare il colpevole.

Il racconto dei fidanzati è credibile, non ci sono dubbi sulla veridicità dei fatti. Ascoltati singolarmente hanno descritto la stessa scena, lo stesso volto, la stessa paura. L’aggressire non ha consumato un rapporto completo con la vittima e questo rende più difficile l’identificazione attraverso il prelievo di materiale genetico. I due studenti avevano parcheggiato in fondo a via Chopin, in zona Ripamonti, in un punto dove il 4 giugno 2005 un’altra coppia fu assalita da un gruppo di romeni. L’aggressore ha sorpreso i fidanzati, puntando l’arma si è fatto consegnare il cellulare e i portafogli, poi ha insistito perché andassero assieme a un bancomat per prelevare altri contanti. Di fronte alla loro resistenza ha ordinato di scendere dall’auto: il ragazzo è stato colpito con alcuni schiaffi al volto e lì, immobilizzato dalla paura, ha assistito alla violenza della sua compagna. Pochi minuti dopo il sudamericano è salito sulla Punto e li ha abbandonati in strada. Hanno attraversato una piccola area verde a piedi per raggiungere la fermata dell’autobus dove altri passeggeri, vedendoli coperti solo dalle giacche hanno chiamato i carabinieri

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