Nuovo colpo di scena nel caos bollette telefoniche a 28 giorni. L’Autorità di vigilanza sulle telecomunicazioni (Agcom) ha invitato gli operatori a fare uno sconto sulla fattura mensile per rimborsare i clienti delle cifre indebitamente incassate calcolando le bollette su 28 giorni invece che su 30. La richiesta formale è arrivata attraverso quattro diffide fotocopia agli operatori Tim, Vodafone, Fastweb e Wind-Tre bypassando la decisione del Tar del Lazio che aveva sospeso gli indennizzi fino all’udienza del 31 ottobre 2018. Ma è difficile immaginare che il diktat dell’Agcom si trasformi a breve in un vantaggio per i clienti: le compagnie telefoniche non hanno infatti alcuna intenzione di restituire gli 1,2 miliardi in più percepiti sulle bollette in un intero anno. E sono pronte a dare battaglia per evitare di rinunciare a una importate quota di fatturato proprio mentre lo Stato chiede di sborsare denaro con l’asta per il 5G.

Dal canto suo, con questa mossa, l’Agcom tenta di porre rimedio a una questione davvero imbarazzante che ha visto il governo uscente fissare l’obbligo di emissione delle bollette a 30 giorni senza occuparsi degli indennizzi relativi al periodo antecedente. L’autorità ha infatti deciso di procedere in questo modo per garantire “un immediato effetto ripristinatorio a beneficio degli utenti, assicurando, al contempo, una soluzione ai rilievi formulati dal giudice amministrativo con riguardo agli equilibri finanziario-contabili dell’azienda”, come si legge nella diffida. L’obiettivo è dunque intervenire a favore degli “utenti privi di una tutela immediata ed effettiva, in quanto essi sarebbero costretti ad attendere molti mesi prima di vedersi riconosciuta tale restituzione, e nel frattempo non sarebbero nemmeno pienamente liberi di migrare verso altri operatori”.

L’Agcom propone invece agli operatori di attribuire subito ai clienti una sorta di bonus in bolletta. In che modo? Secondo quanto si legge nella diffida, lo sconto si dovrà calcolare a partire dal 27 giugno 2017 e cioè da quando l’Agcom dichiarò illegittimo il sistema di fatturazione a 28 giorni avviato già da tempo dalle compagnie telefoniche. Il bonus sarà però diverso per ogni cliente e non potrà comunque superare il numero di giorni fatturati in più. 

Intanto, secondo quanto stabilito dal governo uscente nel decreto fiscale, a partire dal 4 aprile 2018, gli operatori hanno ripreso la fatturare a 30 giorni scaricando mensilmente gli aumenti (8,6%) sui clienti. Fra le proteste di associazioni dei consumatori e utenti dal momento che “la vicenda ha distorto ogni dinamica concorrenziale del mercato e i fondamentali presidi della trasparenza e della correttezza”, come spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale Movimento consumatori, che punta a promuovere un’azione di classe per tutelare milioni di cittadini ingiustamente danneggiati.