Avocado, mango, vini liquorosi, la lavasciuga e i robot aspirapolvere: sono queste le nuove entrate del paniere dell’Istat, che prendono il posto del canone Rai, del telefono fisso insieme con il lettore mp3. L’istituto nazionale di statistica ha aggiornato l’elenco dei prodotti di riferimento su cui si calcola l’inflazione tenendo conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e dell’evoluzione delle norme. Modifiche “assolutamente corrette” per il Codacons, perché “rispecchiano i cambiamenti registrati nelle abitudini degli italiani sia sul fronte alimentare, con l’ingresso della frutta esotica sempre più apprezzata dalle famiglie, sia su quello della casa, con l’entrata della lavasciuga e del robot aspirapolvere, la cui presenza è in crescita nelle abitazioni”.

Ma la principale novità di quest’anno, sottolinea lo stesso Istat, è l’utilizzo diretto nel calcolo dei prezzi delle casse di ipermercati e supermercati, con la scannerizzazione dei codici a barre dei beni per la cura della casa e della persona, quelli che compongono il cosiddetto ‘carrello della spesa‘. Il paniere aggiornato non cambia però l’inerzia. L’inflazione resta debole, anche se alcune componenti della domanda registrano una ripresa. A gennaio i prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, aumentano dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua, in rallentamento dall’incremento dello 0,9% di dicembre. Crescono meno i beni alimentari ‘non lavorati‘, i beni energetici non regolamentati, come i carburanti, e i servizi di trasporto. Il solo carrello della spesa aumenta a gennaio dell’1% su base mensile e dell’1,2% su base annua, dal +1,3% di dicembre.

L’Istat segnala una crescita dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche a gennaio 2018 dell’1,1% su dicembre e dell’1,3% su gennaio 2017. Per abbigliamento e calzature si registra un calo dei prezzi su dicembre (-0.1%) e un aumento dello 0,1% su gennaio 2017 mentre per l’abitazione, acqua e elettricità si registra un aumento dei prezzi dell’1,3% su dicembre e del 2,5% su gennaio 2017. Per i trasporti l’Istat segnala un calo dei prezzi dell’1,3% rispetto a dicembre e un aumento dell’1,6% su base annua.

La famiglia tipo italiana, calcola l’Unione Nazionale Consumatori, dovrebbe subire un aggravio di 242 euro annui dall’incremento al ritmo di gennaio. Secondo Confcommercio, il quadro resta “incerto”, perché è difficile se questa crescita “contenuta” dei prezzi sostenga le vendite al dettaglio o sia, al contrario, la conseguenza dei bassi consumi. “In prospettiva, ci aspettiamo che l’inflazione possa calare marginalmente, di uno o due decimi, nei prossimi tre mesi, prima di riprendere a salire a partire dal mese di maggio”, commenta Paolo Mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo. Se si considera un differente paniere dei prezzi, quello armonizzato all’eurozona, l’andamento è leggermente più robusto, in aumento all’1,1% dall’1% di dicembre. “L’effetto base sull’energia – afferma Mameli – potrebbe spingere l’inflazione annua negli ultimi mesi dell’anno molto vicina al 2%. In pratica, siamo vicini all’inizio di un trend di ripresa per l’inflazione, che pare già incorporato nelle attese degli operatori economici”.

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