La soddisfazione dei cittadini italiani per la vita “non mostra ulteriori segni di crescita” da fine 2016. Ma il giudizio sulla propria situazione economica continua a migliorare, come fa ininterrottamente dal 2013. Anche se scende dal 58,8% del 2016 al 57,3 per cento la quota di famiglie che valuta adeguate le proprie risorse economiche. Ai livelli più alti rimane comunque la valutazione sulle relazioni familiari, con 9 persone 10 che si ritengono soddisfatte. Lo scrive l’Istat in un report che dà conto dell’indagine sugli aspetti della vita quotidiana.

“Nei primi mesi del 2017, dopo l’evidente progresso registrato nel corrispondente periodo del 2016, la soddisfazione dei cittadini per la vita non mostra ulteriori segni di crescita, pur rimanendo su livelli superiori a quelli del 2015”, è la premessa, che in campagna elettorale si presta inevitabilmente a interpretazione politiche visto che nel dicembre 2016 si è dimesso Matteo Renzi e al suo posto è approdato a Palazzo Chigi Paolo Gentiloni. Il livello di soddisfazione medio, in una scala da zero a 10, risulta a quota 6,9 nel 2017 contro il 7 del 2016, preceduto comunque da un 6,8 sia nel 2014 sia nel 2015. Il calo, mostrano le tavole, dipende da una lieve riduzione delle medie espresse dai cittadini del Nord e del Sud: nel Mezzogiorno il tasso di soddisfazione è sceso in particolare da 6,8 a 6,7, abbassando la media nazionale.

In lieve flessione, sottolinea l’istituto, anche se si mantiene su livelli superiori al 2015, la stima delle persone di 14 anni e più che esprimono un’alta soddisfazione per la propria vita nel complesso: la fascia dei ‘super-contenti’ passa dal 41% del 2016 al 39,6% del 2017. Il seguito del rapporto, peraltro, mostra che su molti fronti il giudizio degli italiani è rimasto invariato o migliorato. In particolare, appunto, la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica stabile è salita dal 58,3% del 2016 al 59,5% del 2017 e quelle che la ritengono migliorata passano dal 6,4% al 7,4%. E resta al 76,2% la quota di occupati soddisfatti per la dimensione lavorativa. Sono un po’ più soddisfatte del lavoro le donne (77%) rispetto agli uomini (75,5%).

Stabile anche la soddisfazione per le relazioni familiari e le condizioni di salute (l’80,6%), mentre è in leggera diminuzione quella per le relazionali amicali (81,7%) e il tempo libero. “La quota di soddisfatti per il tempo libero riguarda una porzione di popolazione molto più contenuta se confrontata con quella degli aspetti della vita quotidiana”, scrive l’Istat, “e varia in relazione al genere e alle fasi del ciclo di vita. In media, a dichiararsi molto o abbastanza soddisfatto è il 65,6% della popolazione. Le donne che si ritengono molto o abbastanza soddisfatte del proprio tempo libero sono in percentuale sempre inferiore rispetto agli uomini: 63,7% contro 67,7%. Se occupate il divario si riduce (59,6% contro 62%): il carico di lavoro familiare e di cura per le donne è particolarmente pesante e tale da comprimere la quantità di tempo libero”.

Un capitolo è dedicato poi alla fiducia negli altri. Gli italiani restano piuttosto diffidenti, visto che il 78,7% delle persone ritiene che “bisogna stare molto attenti” nei confronti degli altri mentre solo il 19,8% pensa che “gran parte della gente è degna di fiducia”. La scarsa fiducia verso il prossimo è testimoniata da una quota di appena l’11,5% che reputa probabile vedersi restituire da parte di uno sconosciuto il portafoglio smarrito. Va meglio sull’ipotetica restituzione da parte di un vicino di casa – si sale al 70% – mentre la fiducia verso le forze dell’ordine è all’82,2%.

Il rapporto sottolinea come la soddisfazione per la propria vita diminuisce all’aumentare dell’età: risultano altamente soddisfatti il 52,8% dei giovani tra 14 e 19 anni e il 33,9% degli ultra 75enni. Fanno eccezione le classi di età 35-44 e 65-74 anni: in entrambi i casi la quota di coloro che indicano punteggi più alti è superiore rispetto alla classe di età che li precede. Le stime non mostrano invece, sostanziali differenze per genere.