Ormai nei supermercati si trova qualsiasi genere di frutta o di verdura in qualunque giorno dell’anno. E così con nonchalance si mettono nel carrello zucchine e peperoni in pieno inverno, melograni d’estate, fragole in autunno. Questo naturalissimo gesto ha almeno due sgradevoli conseguenze: 1. paghiamo a peso d’oro ciò che compriamo, 2. mangiamo un alimento che ha un valore nutrizionale scarso.

Consumare tanta frutta e verdura fa bene, ma non basta. Bisogna farlo in modo corretto. Ecco perché è così importante scegliere prodotti di stagione, che possiedono vitamine e nutrienti al massimo della loro potenzialità.

Fuori stagione gli ortaggi vengono coltivati nelle serre con la luce artificiale, vengono raccolti spesso acerbi e conservati nelle celle frigorifere. Il fatto di non maturare sulle piante senza il sole li rende poveri.

Al contrario, la Natura ci offre ciò che ci necessita al momento giusto. In inverno per esempio, ci sono gli agrumi, ricchi di vitamina C, o i cavoli, importantissimi per le difese immunitarie. La primavera, invece, è la stagione del risveglio, in cui è necessario depurarsi. Ecco allora che gli orti abbondano di carciofi e diverse specie di insalate amare, che disintossicano e hanno effetti diuretici.

Poi arriva l’estate, con il caldo e la necessità di assumere più liquidi. Madre Natura risponde a con tutta una varietà di frutti e verdure poveri di calorie e ricchi di acqua, ma anche di sostanze antiossidanti come i carotenoidi, fondamentali per proteggere la pelle e l’organismo dall’esposizione solare.

Infine, con l’autunno e l’abbassarsi delle temperature, aumentando il dispendio energetico dell’organismo, troviamo frutti e verdure con più proteine, più zuccheri e più calorie come i cachi, le pere, le castagne, e le zucche. In questa stagione matura anche la frutta secca (mandorle, noci, nocciole), ricca di vitamine e minerali preziosi per i mesi invernali a venire.

Quando ho svezzato il mio bambino, il pediatra mi aveva suggerito di cominciare con un brodo composto da 1 zucchina, 1 carota, 1 patata. Era gennaio, e lui applicando la dieta standard, non aveva realizzato che bollendo una zucchina d’inverno si ottiene poco più che acqua!

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