Raymond Cutter, alias John Travolta, pur di uscire di prigione è disposto a sottostare al ricatto di un ex socio. Deve tornare a fare il falsario di opere d’arte, in particolare, di un Monet. Il quadro originale dovrà essere rubato e sostituito con la copia. Nella trama di The Forger, il film di Philip Martin del 2014, a colpire è la motivazione che spinge Cutter a delinquere ancora. Il figlio è gravemente malato e così per rivederlo sembra non avere scelta.

Immaginare che anche dietro i falsi Modigliani esposti nel luglio scorso a Palazzo Ducale, a Genova, ci sia una storia così straziante, sembra davvero difficile. Mostra pubblicizzata e però chiusa in anticipo proprio a causa del divampare delle polemiche e dei sospetti sulle opere esposte. Dopo l’esposto alla Procura di Genova e il sequestro delle 21 opere esposte, ora la perizia di Isabella Quattrocchi afferma che tutte le tele sono “grossolanamente falsificate” sia “nel tratto”, sia “nel pigmento”. Naturalmente non è tutto risolto perché manca ancora una sentenza definitiva. Proprio per questo ogni giudizio è sospeso. Il che non significa che non sia possibile provare a ragionare su quanto sarebbe avvenuto. Il che non significa che sia necessario attendere ancora per farsi un’idea su questa mostra finita male.

Una prima considerazione riguarda la corsa a discolparsi dalla macchia di non aver scoperto che si sarebbe trattato di falsi. Lo fa Palazzo Ducale, sede della mostra, che si dichiara “parte lesa, anzi fortemente lesa”. Lo fa Rudy Chiappini, il curatore dell’evento. In coincidenza con la chiusura anticipata della mostra, a luglio scorso, lo avevano fatto entrambi. In particolare Palazzo Ducale che rimarcava “di non avere organizzato direttamente la mostra avendo commissionato la realizzazione e la selezione delle opere a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira”. Non solo. L’istituzione chiariva che “MondoMostre Skira ha scelto un curatore, Rudy Chiappini, per oltre 20 anni direttore del Museo d’Arte di Lugano, curatore riconosciuto di mostre di respiro internazionale, tra cui anche su Modigliani, e mai in alcun modo discusso dalla comunità scientifica”. Insomma si ha l’impressione che non esistano responsabili. Ognuno ha fatto quel che doveva, al meglio. La perizia della Procura invece almeno qualche dubbio in proposito lo alimenta. La sensazione che a difettare almeno in parte siano stati quei “tradizionali criteri di prudenza e di attenzione” richiamati proprio da Palazzo Ducale per difendersi, rimane.

Per ora risultano indagati il presidente di MondoMostre Skira, Massimo Vitta Zelman, il collezionista e mercante d’arte Joseph Guttmann, proprietario di alcune delle opere ritenute false, e il curatore della mostra Rudy Chiappini.

Una ulteriore considerazione la suggerisce la notizia della class action che Assoutenti Nazionale ha dichiarato di voler far partire per tutelare i visitatori della mostra. Secondo l’associazione i consumatori che hanno visitato la mostra hanno subito un’autentica frode. Chi può dimostrare di essere stato a visitare la mostra “potrà chiedere il risarcimento”, spiega il presidente nazionale di Assoutenti Furio Truzzi. Iniziativa che sembra aprire uno spiraglio sulla tutela dei fruitori delle mostre, i visitatori. Già, perché, considerando che nella enorme quantità di mostre che annualmente arricchiscono il cartellone degli eventi culturali del Bel Paese, un numero cospicuo di esse non hanno nessun altro fine se non quello di “fare cassa”, è necessario che ci si preoccupi di fornire ai visitatori un prodotto valido. Ancora più necessario è che si tutelino i visitatori. Come? Ad esempio non esponendo opere false, insomma patacche.

Di fronte ad un prodotto, le opere esposte appunto, che non corrisponde a quello pubblicizzato, la questione di Palazzo Ducale quasi scompare. Diviene più marginale il problema della individuazione dei falsari dei Modigliani esposti. In gioco ci sono i fruitori delle mostre. Non soltanto la loro soddisfazione ma il loro rispetto. Quello che è stato per certi versi calpestato a Palazzo Ducale esponendo Modigliani che non sono originali.

Foto d’archivio tratta dalla mostra svoltasi a Barcellona nel 2016