I quadri esposti a Palazzo Ducale di Genova a marzo per una mostra di Amedeo Modigliani erano tutti falsi, tranne uno. E’ il risultato della perizia ordinata dalla Procura e depositata in tribunale dalla consulente Isabella Quattrocchi incaricata dai pm Paolo D’Ovidio e Michele Stagno. L’inchiesta aveva portato i carabinieri a sequestrare 20 opere e all’iscrizione nel registro degli indagati per il curatore della mostra Rudy Chiappini e per altre due persone. Tutto era nato dai dubbi sull’autenticità sollevati da un collezionista d’arte toscano, Carlo Pepi, uno dei maggiori esperti delle opere di Modì in Italia, e dalle dichiarazioni di uno studioso, Marc Restellini, che aveva segnalato il caso alle autorità.

L’unica opera autentica è uno dei disegni. Tutte le altre sono false sia per quanto riguarda il tratto che nel pigmento mentre le cornici proverrebbero da Paesi dell’Est Europa e dagli Stati Uniti, per nulla ricollegabili né come contesto né come periodo storico a Modigliani”. Palazzo Ducale, che aveva ospitato la mostra, si dichiara parte “fortemente lesa”. In attesa di “ulteriori verifiche, sarà poi il consiglio direttivo in caso di conferma a decidere quali iniziative intraprendere in sede legale”.

Le opere esposte a Genova provenivano da alcuni musei italiani e europei oltre che da collezioni private e il risultato della perizia si inquadra tra gli atti di approfondimento investigativo, uno dei passi decisivi che hanno confermato i dubbi legati all’autenticità. Le indagini proseguono per capire in che modo siano state raccolte le opere e come siano confluite sulla mostra di Genova, per individuare le figure che hanno lavorato in questa situazione, anche in attesa delle risultanze delle rogatorie, anche all’estero, di cui si sono avvalsi gli inquirenti.